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Roma, 19 giu – Oggi ci sarà l’atteso vertice sulla Giustizia convocato a Palazzo Chigi dal premier Giuseppe Conte, con il Guardasigilli Alfonso Bonafede e il ministro della Pa Giulia Bongiorno. La situazione è molto delicata, con la bufera sul Consiglio superiore della magistratura a causa dell’inchiesta su Luca Palamara, Luca Lotti del Pd e gli altri togati coinvolti nello scandalo delle nomine delle procure. La riunione di oggi è in vista della riunione di venerdì del tavolo tecnico per la riforma delle intercettazioni, allargata ai rappresentanti di giornalisti ed avvocati. Intanto, mentre si allarga sempre più l’inchiesta sul mercato delle toghe, con sempre nuove intercettazioni che coinvolgono membri del Csm, cresce l’attesa per il plenum straordinario presieduto dal capo dello Stato Sergio Mattarella, in programma sempre venerdì.

Chiesta sospensione di funzioni e stipendio per Palamara

Intanto, il procuratore generale della Cassazione Riccardo Fuzio ha chiesto la sospensione facoltativa dalle funzioni e dallo stipendio di Palamara, l’ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati indagato a Perugia per corruzione e altri reati. Il tutto riconducibile agli incontri e le “manovre” di due deputati del Pd, l’ex ministro Lotti (imputato a Roma per favoreggiamento) e Cosimo Ferri (magistrato in aspettativa e leader di Magistratura Indipendente), con i togati del Csm per indirizzare le nomine dei capi delle procure. In particolare quella di Roma. La sezione disciplinare del Csm si pronuncerà il 2 luglio prossimo.

Conte: “Bisogna recuperare la fiducia dei cittadini”

Bisogna, ha detto il premier Conte, “recuperare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni” e la soluzione è una riforma “del meccanismo di elezione dei componenti del Csm, in modo da recidere la possibilità di contaminazione fra politica e magistratura“. Per il vicepremier Matteo Salvini l’obiettivo “è portare a compimento una riforma della giustizia che renda i tempi certi e consegni al mondo delle imprese un paese sano”. In via Arenula i tecnici stanno lavorando alla riforma delle intercettazioni dopo il rinvio dell’entrata in vigore di quella concepita dal precedente ministro, il piddino Andrea Orlando. Al tavolo convocato per venerdì sono stati invitati anche esponenti dell’Ordine dei giornalisti e del Consiglio nazionale forense, che si dicono contrari alla censura. “Sottolineeremo – ha annunciato il presidente del Consiglio nazionale dell’Odg, Carlo Verna – la nostra posizione per un’informazione libera, nonché la disponibilità a proporre e trovare soluzioni nell’interesse del bene comune e per il bilanciamento di diritti contrapposti e ribadiremo come la rilevanza sociale dell’informazione sia una stella polare che ha un valore assoluto in democrazia“.

Adolfo Spezzaferro

2 Commenti

  1. […] Roma, 9 lug – Inammissibile in quanto tardiva: è questa la decisione del collegio disciplinare del Consiglio superiore della magistratura in merito alla ricusazione (la richiesta di assegnazione del processo a un altro giudice) di Piercamillo Davigo richiesta dalla difesa del pm romano Luca Palamara, indagato per corruzione a Perugia e oggetto di un procedimento disciplinare al Csm. Al contempo e è stata invece giudicata ammissibile la richiesta di ricusazione nei confronti di Sebastiano Ardita. Ma la decisione finale del collegio disciplinare non è stata diversa: no anche alla seconda richiesta di ricusazione. Ora, quindi, inizierà l’udienza a porte chiuse per decidere sull’istanza del pg di Cassazione Riccardo Fuzio di sospendere Palamara dalle funzioni e dallo stipendio. […]

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