Roma, 13 giu – Forte della tregua armata e della ritrovata intesa con l’alleato di maggioranza, il capo politico del M5S Luigi Di Maio, il leader della Lega Matteo Salvini torna in pressing sulla Flat tax. Ma il vertice economico convocato ieri a Palazzo Chigi si è concluso con una convinzione: sulla Flat tax le coperture devono essere certe. A chiederle è stato il ministro dell’Economia Giovanni Tria (con Salvini che lasciava la riunione prima del termine). Un allontanamento – a quanto pare – dovuto a impegni in agenda e non a dissidi, ha fatto sapere il leader del Carroccio, che subito dopo ha riunito i suoi ministri a casa per fare il punto sulla situazione, con un focus sulla Ue e la necessità di dare le giuste risposte a Bruxelles, dopo la minaccia di procedura di infrazione.

Salvini: “Finalmente si parla di tasse, di cantieri, di lavoro”

Sulla Flat tax “noi siamo pronti. Noi abbiamo le idee chiare e il progetto è pronto” ha detto Salvini, parlando in Transatlantico alla Camera dopo il question time: “Le coperture? Prima di dirle a voi le dico a chi governa”. “Vanno in deficit? Prima di dirle a voi le dico a chi governa”, ha ribadito. Quanto alla fumata nera sulla “tassa piatta”, il vicepremier non ha usato mezzi termini: “Le cose vanno discusse e approfondite, è quello che chiediamo di fare anche noi, finalmente si parla di tasse, di cantieri, di lavoro”.

“Con la Ue vogliamo il dialogo ma non caleremo le braghe”

Durante il vertice leghista Salvini avrebbe ribadito di voler fare di tutto per evitare la procedura di infrazione senza però abbassare la testa con i vertici Ue. “Vogliamo il dialogo ma non caleremo le braghe, vogliamo andare avanti”, dice a mezza bocca uno dei partecipante all’incontro. La riunione, durata circa un’ora e mezza, ha visto al tavolo il ministro dell’Interno con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti e tutti i ministri del Carroccio, dalla titolare della Pa, Giulia Bongiorno, alla ministra delle autonomie, Erika Stefani, il ministro dell’agricoltura, Gian Marco Centinaio, quello della famiglia Lorenzo Fontana, e quello della Pubblica Istruzione Marco Bussetti.

Tria: “Non ci sarà nessuna manovra correttiva”

Tria intanto dal canto suo ha assicurato: “Abbiamo un debito enorme e dobbiamo cercare di abbatterlo” e “tranquillizzare” operatori dei mercati sulla traiettoria discendente dello stock del debito. “Bisogna evitare la procedura Ue” sui conti, ha quindi sottolineato al convegno del Messaggero “Obbligati a crescere – Strategie per l’Italia”, aggiungendo: “I negoziati con la Commissione Ue sono delle trappole per il Paese e per la stessa Commissione Ue“. Per Tria in ogni caso non ci sarà “nessuna manovra correttiva effettiva”, ma nel negoziato tra il nostro Paese e la Commissione europea “non va cercato lo scontro, va trovato assolutamente un compromesso”. “Un dialogo costruttivo è interesse per l’Italia ma anche per l’Europa, perché quello che può far male all’Italia può far male all’Europa”, ha aggiunto il titolare di via XX Settembre. Poi, a margine, a una domanda dei cronisti sul vertice a Palazzo Chigi, ha risposto: sono discussioni “riservate che vanno avanti”.

Opposizioni all’attacco

Le opposizioni, intanto, sono andate all’attacco: “Fumata nera sulla flat tax? Tutte chiacchiere purtroppo, com’era previsto“. ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti. Per la vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia Mara Carfagna la richiesta di Tria “è ulteriore conferma degli equilibri dentro il governo: il titolare del Mef e il premier Conte hanno rimesso i loro mandati a Salvini e Di Maio, in attesa di sapere se il governo andrà avanti. Ma la realtà ha già decretato il risultato: l’esecutivo, con i continui baratti tra misure della Lega e misure del M5S, senza alcuna coerenza e visione, è un danno per l’Italia, un pericolo per la nostra ricchezza, i nostri risparmi e le nostre imprese”.
Adolfo Spezzaferro

 

 

1 commento

  1. Tria non è stato eletto da nemmeno 1 Italiano e non puo’ decidere di assoggettare ancora il paese alla finanza privata straniera che si è impossessata della creazione del denaro della nazione.Se mette ancora i bastoni tra le ruote andrebbe subito cambiato perchè gli italiani ne hanno abbastanza di chi è soggetto ai poteri forti stranieri che da 30 anni circa stanno depredando il paese e ci hanno ridotto alla fame.

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