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Milano, 9 giu – Le priorità e le preferenze della giunta rossa di Milano le conosciamo e i recenti dati sulle assegnazioni delle case popolari, con un netto sbilanciamento a favore degli stranieri, non fanno altro che fornirci l’ennesima conferma. In questi giorni è venuta fuori un’altra storia che provoca disgusto e indignazione tra quei cittadini milanesi per bene che non ne possono più di una sinistra capace solo di assecondare le pretese di nomadi e “migranti”, tartassando gli italiani.



Parliamo di quello che nel 2014, quando fu inaugurato, era stato definito, dai realizzatori e dall’amministrazione, il campo rom “più bello d’Europa”, cosa che già così faceva amaramente ridere. Si tratta dell’insediamento di via Martirano 71, nel quartiere di Muggiano, alla periferia ovest della città, una struttura dipinta come all’avanguardia, composta da una ventina di casette prefabbricate dotate ognuna di bagno privato, due camere, salotto con cucina a vista e giardino esclusivo. Una sorta di villaggio vacanze, insomma, messo a disposizione di famiglie rom intenzionate a vivere nella legalità e secondo regole civili. A loro era chiesto di comportarsi come i cittadini “normali”, cioè lavorare e mandare i figli a scuola; per la confortevole sistemazione avrebbero dovuto corrispondere l’irrisoria cifra di 90 euro al mese, gas e luce compresi (!).

Ecco, qual è la situazione oggi in via Martirano? Nel campo vivono 14 famiglie rom, 53 persone in tutto, una quindicina i minori. Quanti nuclei pagano il simbolico “affitto” richiesto dal Comune? Uno su cinque. Un disastro finanziario per Palazzo Marino, che ha incassato 5mila euro a fronte dei 25mila dovuti, ma anche una disfatta politico-culturale. La giunta Sala, per bocca dell’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino (neoletto eurodeputato Pd), ammette il fallimento ma prova ancora a giustificare gli inadempimenti con le difficoltà lavorative e il disagio dei nomadi interessati. Peccato che, a quanto pare, qualche fonte di sostentamento i signori ce l’hanno, eccome.

Altro che legalità

Nel luglio 2018 un maxi blitz delle forze dell’ordine aveva portato alla scoperta di un’impressionante “magazzino” di merce di lusso, borse, portafogli, occhiali delle più prestigiose griffe. Da dove e sicuramente dopo quali attività gli articoli fossero arrivati lì lo spiegò il ritrovamento contestuale di arnesi da scasso, imbracature utili a scalare palazzi e binocoli… Ma non è tutto. La consigliera comunale leghista Silvia Sardone, anche lei appena eletta all’Europarlamento, denuncia: “A inizio anno sono stata in via Martirano per un sopralluogo e ho trovato uno scenario desolante: casette devastate, carcasse di auto incendiate e smontate, sversamenti di rifiuti liquidi, montagne di elettrodomestici, bici rubate, cavi di rame”.

La votatissima esponente salviniana attacca duramente l’amministrazione rossa di Milano: “Di recente, con una delibera di giunta l’amministrazione comunale ha pure approvato un progetto definitivo che prevede lo stanziamento di 270mila euro per interventi di messa in sicurezza e ampliamento del campo rom: soldi sperperati dalla sinistra in nome di un’integrazione che esiste solo nelle favole”. Già, le favole, quelle che i Sala e Majorino continuano a raccontare a spese dei milanesi, quei milanesi che, a furia di prendere schiaffi, forse un giorno si sveglieranno in numero sufficiente per mandare questa cricca a trastullarsi nelle proprie eleganti abitazioni, da cui potranno curare meglio l’esposizione di bandiere e striscioni “accoglienti”. E nulla più.

Fabio Pasini

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