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Milano, 26 ago – Siamo ormai abituati a una certa parte della politica che pretende di fare la “morale” a tutti gli altri. Dando per scontato che le colpe dei singoli siano automaticamente le colpe dell’intero partito. Ma cosa succederebbe se andassimo a scavare, pietra dopo pietra, scheletro dopo scheletro, per scoprire che cosa nascondono nei loro armadi? È quello che fa Francesca Totolo nel suo nuovo libro, che è molto più di un’inchiesta, un manuale, da studiare, sfogliare, ricordare, per scoprire i segreti di chi predica bene e razzola malissimo.



La morale sinistra – Il vero volto dell’antifascismo, una discesa nell’inferno dantesco

La morale sinistra – Il vero volto dell’antifascismo edito da Altaforte Edizioni (288 pag., 22,00€), è un vero e proprio viaggio, una discesa nell’inferno dantesco, dove argomento dopo argomento: dagli stupri, alle regioni corrotte, alla mafia, alla sanitopoli e consorsopoli, si ha un’immagine sempre più oscura eppure incredibilmente più chiara di che cos’è davvero la sinistra italiana oggi.

“Vi traghetterò nei gironi dei dannati degli esponenti del Pd”

«Vi traghetterò nei gironi dei dannati degli esponenti del Pd, attraverso un’analisi accurata che svelerà che la superiorità morale degli eredi del Partito Comunista esiste soltanto sulla carta» promette l’autrice. Si andranno a scoprire i segreti e gli scandali di quella sinistra che si rifugia dietro un “Codice Etico”, ma che poi puntualmente si troverà a smentire ogni punto, a chiudere un occhio, a insabbiare.

Gianluca Veneziani: “La sinistra oggi non sa più quale sia la morale della Storia”

Se è vero che Berlinguer diceva: «La questione morale è il centro del problema italiano». È ancora più vero quanto affermato da Gianluca Veneziani, nella sua brillante prefazione al volume di Francesca Totolo. «Tutto ciò palesa la confusione, culturale, politica e anche morale, della sinistra che oggi fatica a riconoscere la propria identità, avendo smarrito o tradito i principi sulla base dei quali impartiva lezioni e ignorando ormai il senso e lo scopo della propria azione nel tempo. La vera questione morale oggi a sinistra è che la sinistra non sa più quale sia la morale della Storia».

Sei capitoli, sei gironi infernali

Sei capitoli che vanno letti come altrettanti gironi infernali, in cui collocare i diversi reati, ma anche come tessere di un mosaico, che solo messe le une accanto alle altre possono regalare una visione d’insieme su cosa sia davvero il Pd e la sinistra italiana, al di là dei loro sforzi per insabbiare o deviare l’informazione. Si comincia con un “album di famiglia” del Pd, che include terroristi, brigatisti, assassini e latitanti.

Per poi addentrarsi in un “medioevo” rosso, fatto di abusi, stupri e soprusi. Qui scopriremo aggressioni coperte nei centri sociali, stupratori seriali e molto altro.

E ancora il bacio della Mafia, dagli scandali di Mafia capitale alle infiltrazioni della Camorra, per ritrovarsi a fare un tour nelle Regioni rosse dalla Toscana alla Campania, passando per Umbria e Calabria.

Infine, si scardinano le certezze di quei personaggi che si credono intoccabili ma che hanno qualche scheletro nell’armadio, da Nichi Vendola a Monica Crinnà.

Dalle poltrone occupate da brigatisti e stragisti agli esponenti di partito condannati

Che cos’è davvero “La morale sinistra”? Ce lo spiega Francesca Totolo stessa, dalle pagine dell’Introduzione: «Questo libro si occuperà principalmente di svelare quanto la questione morale sia stata sconfessata dai vari partiti di sinistra che si sono avvicendati negli ultimi decenni, partendo dall’occupazione di prestigiose poltrone a opera di condannati, brigatisti e stragisti, fino alle condanne emesse nei confronti di esponenti politici, passate quasi sottotraccia sulla stampa italiana. Questo scritto vuole essere una sorta di purgatorio per far espiare alla compagine della sinistra italiana, quella della superiorità antropologica, le tante perbeniste accuse rivolte agli avversari politici. In altre parole, citando Aristotele: “Ciascuno giudica bene ciò che conosce, e solo di questo è buon giudice”».

Ludovica Colli

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