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Torino, 25 gen – Dopo Erika Pioletti deceduta per le ferite riportate dopo dieci giorni di coma anche Marisa Amato (65 anni) non ce l’ha fatta: sale dunque a due il numero dei morti dopo la sera del 3 giugno 2017, il giorno in cui si scatenò il panico in piazza San Carlo a Torino durante la proiezione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid.

Marisa  fu travolta dalla folla in fuga: rimasta tetraplegica in seguito alle lesioni riportate,  era nuovamente ricoverata  da due giorni. La causa della morte è da ritrovarsi in un aggravamento  vascolare. Già questa mattina le condizioni sembravano decisamente peggiorate. La donna è morta circondata dai suoi familiari.

I feriti furono 1525. Per quella tragica serata è incominciato il processo che vede tra gli imputati anche il sindaco di Torino Chiara Appendino accusata dalla Procura di disastro, lesioni e omicidio colposo insieme ad altre 15 persone.

Marisa Amato era presente, nonostante la sua condizione fisica, il 23 ottobre all’udienza preliminare: aveva raggiunto in ambulanza l’aula bunker del carcere delle Vallette, dove si svolge il processo, assistita dal suo avvocato.

La Città di Torino esprime la propria vicinanza alla famiglia della donna attraverso una breve nota: “Appresa la notizia del decesso di Marisa Amato questa mattina al CTO, la Sindaca Appendino, a nome della Città di Torino, esprime profondo dolore e sincera vicinanza ai familiari in questo difficile momento”.

Fu una gang composta da magrebini e marocchini ad accendere la scintilla che scatenò il caos quella maledetta sera a Torino: le loro rapine a colpi di spray urticante  provocarono un tale panico tra la folla dei tifosi che in breve tempo fece scoppiare il fuggi fuggi impazzito di migliaia di persone su un tappeto di cocci di bottiglia.

Ilaria Paoletti

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2 Commenti

  1. Sarebbe giusto inquisire gli immigrati colpevoli per tentata strage e omicidio plurimo preterintenzionale. Ma… dimenticavo: la “magistratura” in Italia si muove solo per perseguire Salvini!

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