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Gerusalemme, 6 mar – Niente visita in Israele per l’amministratore delegato della Pfizer Albert Bourla: non è vaccinato. Il Ceo del gigante farmaceutico Usa ha dovuto cancellare il suo viaggio dopo che si è scoperto che non ha ancora fatto la seconda dose del vaccino anti-Covid. Lo riferisce The Jerusalem Post.

Ceo di Pfizer non parte più per Israele: non è vaccinato

Bourla, così come i membri della delegazione di Pfizer che avrebbe dovuto accompagnarlo durante la sua visita, non hanno fatto ancora la seconda dose del vaccino. Pertanto si è deciso di rimandare la visita. Bourla dal canto suo lo scorso dicembre ha detto che non ha ancora fatto il vaccino perché non vuole saltare la fila. Quindi aspetterà fino a quando non toccherà a lui in base alla fascia d’età ricevere la seconda dose del vaccino (sviluppato dalla sua azienda). Proprio la Pfizer ha preferito non commentare la vicenda, come riporta il Jerusalem Post.

Visita in Israele rimandata a fine primavera

“Continuiamo ad essere interessati a visitare Israele e ad incontrare i responsabili delle decisioni, i funzionari sanitari e i professionisti che stanno prendendo parte al successo della campagna vaccinale in Israele”. Lo dichiara un portavoce della Pfizer. “La visita in Israele sarà probabilmente programmata verso la fine della primavera“, aggiunge. “Quando le restrizioni sul coronavirus verranno revocate o migliorate e consentiranno migliori condizioni di visita”, è l’auspicio.

Netanyahu punta sulla sua amicizia con Bourla per vincere le elezioni

Bourla doveva arrivare in Israele lunedì 8 marzo, 15 giorni prima delle elezioni politiche, che si terranno il 23 marzo. In merito alla cancellazione del viaggio, è chiaro quindi che abbia inciso la volontà da parte delle istituzioni israeliane di non voler avallare la possibilità che la visita del Ceo Pfizer influenzasse gli elettori. In effetti il primo ministro Benjamin Netanyahu negli ultimi tempi ha sbandierato a più riprese il suo rapporto personale con Bourla. Proprio la sua “amicizia” con il Ceo di Pfizer – sostiene Bibi – sarebbe uno dei motivi principali per cui lo Stato ebraico si è potuto assicurare rapidamente grandi quantità di vaccino anti-Covid. Inutile dire che il premier israeliano punta tutto sulla campagna vaccinale per vincere le elezioni.

Ludovica Colli

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