Il Primato Nazionale mensile in edicola

Vicenza, 21  mag – Aveva un permesso di soggiorno per motivi umanitari, come capita spesso a questi individui, sempre così solerti nel richiederlo, ma così avari quando l’umanità si tratta di dimostrarla nei confronti della nazione che li ospita. Cletus Solomon, nigeriano di 21 anni, martedì scorso si è reso protagonista di un’aggressione degna di un animale nei confronti di due agenti di polizia in servizio a Campo Marzo (Vicenza). Questi ultimi erano stati allertati dai militari dell’operazione Strade Sicure poiché lo straniero aveva mostrato un atteggiamento particolarmente aggressivo, durante le routinarie operazioni di identificazione.

Aggressione bestiale

Quando gli agenti sono arrivati sul posto per boccare il nigeriano, dapprima un branco di stranieri li ha circondati, minacciandoli e inveendo contro di loro. In tutto questo, Cletus, sentendosi forte del sostegno del gruppo di connazionali, si è ribellato aggredendo i poliziotti a morsi, arrivando a staccare una parte di falange al dito di uno dei due. Così Roberto Medolago, l’agente di polizia 34enne vittima della bestiale aggressione, è stato operato d’urgenza e ha ricevuto una prognosi di 30 giorni. Potrà guarire solo parzialmente, dopo una terapia post-operatoria. «Sì, ho avuto paura – ha dichiarato Medolago – soprattutto quando ho visto il dito che era praticamente staccato dalla mano. Ho temuto di perderlo. Ho temuto di avere conseguenze permanenti. Poi, invece, per fortuna, grazie allo straordinario lavoro dei medici del pronto soccorso, il dito mi è stato riattaccato».

Sparito nel nulla

Il nigeriano, invece,  è stato sottoposto a giudizio direttissimo lo scorso mercoledì: le accuse sono di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il giudice ha disposto per Cletus una condanna a 8 mesi, ma – guarda caso – la pena è stata sospesa perché l’uomo risulta fino ad ora incensurato. Insomma, l’africano è tornato immediatamente a piede libero. In seguito a ciò la Procura della Repubblica di Vicenza respinto la richiesta di rinnovo del permesso di protezione umanitaria, aprendo le porte all’espulsione. Ma indovinate un po’: Cletus da allora ha fatto perdere le proprie tracce. 

Cristina Gauri

2 Commenti