Roma, 26 ago –  Robert Lisowski è un 32enne polacco arrestato dalla polizia per omicidio il 5 dicembre dello scorso anno ed è evaso ieri dal carcere di Poggioreale. “E’ scappato un detenuto da Poggioreale; embé?”, così su Facebook ha commentato l’accaduto don Franco Esposito, cappellano del carcere partenopeo. Peccato che la Questura di Napoli ieri abbia dichiarato che l’uomo fuggito è “da considerarsi pericoloso” e di conseguenza ha chiesto a chiunque lo vedesse “di contattare subito i numeri di emergenza e di soccorso pubblico”. Per scappare, l’omicida polacco si è calato al di là del muro di cinta della prigione con una lunga fune. Era stato arrestato e incarcerato perché ritenuto responsabile dell’omicidio di Iurii Busuiok, un muratore ucraino di 36 anni, il cui cadavere fu trovato il primo dicembre 2018 con diversi segni di coltellate alla gola e al torace.

Un prete a pugno chiuso

“Perché stupirsi davanti a una evasione dal carcere? E’ la cosa più naturale che possa accadere – scrive ancora don Franco Esposito- Quello che è innaturale è tenere rinchiuse delle persone in una situazione disumana e degradante”. Secondo il prete d’altronde “il carcere ha fallito, il carcere non risponde alla giusta domanda di sicurezza che i cittadini vogliono dalle istituzioni”. Dunque, “fino a quando i nostri politici non prenderanno atto di questa elementare verità fino a quando le pene saranno “pagate” solo col carcere, credo che non ci sia niente da meravigliarsi, nemmeno di un evasione rocambolesca (alla Vidoc) come quella di Poggioreale”.

Noto per le sue posizioni antifasciste e già sostenitore di Potere al Popolo, don Franco Esposito è particolarmente attivo su Facebook. Nel suo profilo più che rosari spiccano però foto che lo ritraggono mentre saluta a pugno chiuso, poster del Che e immagini per esprimere solidarietà a Mimmo Lucano. La foto di copertina? Una vignetta inequivocabile con una nuvola che si alza dalla nave Sea Watch e si trasforma in dito medio rivolto a Matteo Salvini.

Eugenio Palazzini

6 Commenti

  1. Peccato che il “guevara”, il “rivoluzionario” per antonomasia, almeno nell’ immaginario collettivo dei nostrani “bolscevichi” all’ amatriciana, i negracci scodellati in Italia mostrando il dito medio a Salvini, (e, soprattutto, agli Italiani tutti!!!), non li potesse proprio vedere! Incredibili dictu et horribili visu!!! Li disprezzava proprio! Le parole piu concilianti del “che’ ” nei confronti di negrume , nigrizia & negranza, sono state: “Noi faremo per i negri ciò che i negri hanno fatto per la “rivoluzione” : niente!…”.

  2. E’ vero, il parroco ha ragione sulla inefficacia delle pene detentive……….
    quindi:
    riapplichiamo la pena di morte, rieduca in maniera molto più efficace

  3. Via muri , via confini , via le carceri ,porti aperti ….

    Fatti curare prete di m….
    DEVE essere sospeso a divinis , insieme a don badoglio ,

    Prego per uno scisma tra NOI Cattolici e bergoglionzi .

    Per quanto riguarda il dottor ernesto guevara ….
    mai stato un rivoluzionario , dopo aver scopato la donna sbagliata …. non gli restava che scappare nell’ unico posto al mondo dove i militari Argentini e la CIA non potessero prenderlo ….CUBA !

    Don’t cry for me Argentina ….

    ¡W Peron !
    ¡y el Peronismo !

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