Roma, 22 dic – “La variante Omicron è esplosiva. Se non mettiamo l’obbligo vaccinale ora, quando?“: così Sergio Abrignani fa allarmismo per giustificare ulteriori strette. “E’ probabile che l’aumento di contagi in Italia sia già dovuto alla nuova variante. Sappiamo che avremo picchi di infezioni notevoli“, afferma convinto l’immunologo membro del Cts. Questo quando i dati ci dicono che la Omicron sembrerebbe addirittura meno pericolosa delle altre varianti. E comunque finora dove si è diffusa non ha fatto salire in modo preoccupante i ricoveri. Per non parlare del fatto che colleghi esperti di Abrignani fanno presente che i sintomi sono miti e che i vaccinati non corrono rischi significativi. Ora da qui a dire di imporre l’obbligo vaccinale ce ne ne passa.

Abrignani fa allarmismo sulla Omicron: “Subito obbligo vaccinale”

“Mi chiedo: se non consideriamo l’obbligo vaccinale per una malattia così devastante e pandemica, cosa dobbiamo aspettare? Se non mettiamo l’obbligo vaccinale in questo caso, quando dobbiamo metterlo?”. “E’ probabile che l’aumento di contagi sia già dovuto alla variante Omicron. Non penso possa essere la variante Delta a fare tutto questo. Credo che dai prossimi rilievi si vedrà una presenza significativa di Omicron“, dice Abrignani in collegamento con Agorà su Rai3.

L’immunologo cita i numeri della Gran Bretagna

“In Gran Bretagna hanno previsto anche 200mila infezioni al giorno, sono quasi arrivati a 100mila. In Francia c’è una progressione e probabilmente sanno che arriveranno a 100mila casi. Noi siamo indietro di 10-15 giorni, non penso che l’Italia rimarrà fuori da tutto questo. I numeri contano: con la variante Delta avevamo 5mila infezioni al giorno e 150 polmoniti, di cui una ventina finivano in terapia intensiva. Con questa abbiamo 50mila infezioni al giorno e 750 polmoniti, un centinaio di persone in terapia intensiva: questo fa scattare l’allarme”, sostiene l’immunologo. “Sappiamo che avremo picchi di infezioni notevoli, avremo un carico sui ricoveri ospedalieri ma da quello che vediamo in Gran Bretagna non dovremmo avere un picco di infezioni severe. E’ una variante molto più diffusiva. Quando parte, parte. in Inghilterra, vediamo un numero impressionante di casi: avverrà anche da noi”, prosegue l’immunologo.

Il membro del Cts prevede un aumento dei casi di terapia intensiva

Se anche provocasse meno polmoniti, infettando cinque volte di più provocherebbe più casi da terapia intensiva“. “La malattia provocata sembra comparabile a quella della Delta, la differenza è che siamo vaccinati. Omicron trova una popolazione ampiamente vaccinata: con due dosi la protezione dall’infezione scende al 30-40% ma quella dalla malattia grave rimane molto alta. La terza dose è in grado di riportare la protezione dall’infezione a livelli più alti”, osserva. Anche gli adolescenti “faranno la terza dose al più presto. Non è sorprendente. Nel mondo dei vaccini, le tre dosi sono la regola”, spiega Abrignani anticipando come si svilupperà la campagna di vaccinazione.

Ma nel Regno Unito non ci saranno nuove restrizioni. Chi ha ragione?

Allo stato attuale, tuttavia, al netto dell’allarmismo del membro del Cts in diretta tv, e restando nel Regno Unito, da lui citato, le cose stanno diversamente. Il premier britannico Boris Johnson ha appena tranquillizzato la popolazione che non ci saranno restrizioni ulteriori a Natale. I cittadini dunque possono programmare i festeggiamenti senza problemi. Insomma, lì dove la variante Omicron è già dominante i numeri non sono preoccupanti. Altro dato di cui tenere conto: nel Regno Unito è vaccinato con due dosi il 70% della popolazione. In Italia l’85%. Quindi al di là della questione obbligo vaccinale, è proprio l’allarmismo su Omicron che è ingiustificato. Ciononostante, già si usa la scusa della variante altamente infettiva per giustificare la stretta natalizia a cui sta lavorando il governo.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. a stronzoooooo a jh ah aah buffone prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr…………………………………….

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