Roma, 19 ago – Va bene trasferire in Spagna gli immigrati che abbiamo fatto salire a bordo sulla nave ma niente navi militari, pretendiamo un aereo. E’ la richiesta del capo missione di Open Arms, Riccardo Gatti: “Per dare dignità ai naufraghi potrebbero trasferirli a Catania e da lì in aereo portarli a Madrid. Abbiamo provato ad affittare un Boeing per 200 persone per portarli da Catania a Madrid, e verrebbe 240 euro a passeggero”, ha detto Gatti ai cronisti sul molo di Lampedusa. Secondo il capo missione della Ong spagnola, lo scorso anno “per la soluzione della vicenda Aquarius si sono spesi 250mila euro per la nave della Guardia costiera e dall’altra nave neanche si è saputo il costo”.

Per Gatti, in caso di effettivo accordo tra Italia e Spagna per trasferire gli immigrati alle Baleari, andrebbero bene però anche de traghetti: “Mettessero a disposizione dei traghetti e non delle navi militari per fare viaggiare queste persone, stremate, in condizioni umane”. La Open Arms non si accontenta quindi neppure della proposta di Toninelli, che vorrebbe mettere a disposizione degli immigrati le navi della Guardia Costiera.

Un ricatto inaccettabile

Intanto anche l’Unione Europea torna a pronunciarsi sulla questione, chiedendo lo sbarco immediato degli immigrati. Natasha Bertaud, portavoce dell’Esecutivo comunitario, ha rivolto “un appello agli Stati membri e alle Ong a collaborare per trovare una soluzione che funzioni e che permetta uno sbarco immediato delle persone a bordo” della nave Open Arms. Bertaud ha però precisato che in ogni caso la “Commissione europea non ha competenza sui porti di sbarco”.

Dunque l’Ue non ha competenze e la Ong spagnola ha fatto salire a bordo della propria nave dei clandestini senza alcuna competenza per agire in tal modo, ma adesso entrambe pretendono che l’Italia metta a disposizione dei mezzi per portarli in Spagna. Addirittura un comodo aereo, che molti cittadini italiani magari non possono permettersi. Siamo insomma passati alla fase due di un ricatto già di per sé inaccettabile.

Eugenio Palazzini

3 Commenti

  1. fermo restando la natura assolutamente EVERSIVA delle operazioni condotte da Open Arms nei confronti dell’ Italia…in un Paese appena serio il comandante di tale imbarcazione avrebbe dovuto essere indagato quanto minimo per violenza privata se non direttamente per sequestro di persona.

  2. Hanno paura delle alte multe spagnole; per questo anche se si chiamano “braccia aperte” non gli vogliono portare loro.Ai soldi ci tengono, mica sono scemi o li’ per perdere soldi; da quanto ho letto un lampedusano diceva che chi lavora su queste navi fà anche 5 mila al mese ed il capitano 18 mila

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