Roma, 25 giu – La linea del governo italiano si sta estendendo rapidamente in tutta Europa, lasciando ai pochi governi buonisti di sinistra il ruolo di finto samaritano pronto ad accogliere tutti. Altrove i porti iniziano ad essere chiusi sul serio. “Siamo stati rifiutati da Germania, Olanda, Italia…oggi chiederemo alla Francia di accoglierci”, ha detto alla radio francese RTL Axel Steier, rappresentante della Ong Lifeline che noleggia da giorni una nave carica di clandestini cercando di attraccare in qualche porto europeo. “Se non riceveremo risposta – ha dichiarato Steier – lasceremo Malta per andare verso il nord, in Spagna o in Francia”.

Perché ormai gli unici disposti ad accettare supinamente gli sbarchi di clandestini che le Ong provano a imporre, sembrano essere i governi di Sanchez e di Macron. Anzi, per la verità il governo transalpino tergiversa cercando di addossare tutta la responsabilità all’Italia, mentre l’esecutivo di Madrid tenta di ergersi a nuovo faro di una sinistra europea sempre più impopolare. Sta di fatto che le Ong adesso stanno ricevendo soltanto rifiuti e provano così a navigare verso le apparentemente tranquille acque spagnole. Non a caso la Lifeline ha scritto venerdì una lettera al governo di Sanchez in cui si ringrazia la Spagna in quanto “unico Stato europeo” che si è assunto la responsabilità in questa crisi umanitaria. In verità appare l’unico disposto ad accentuarla, visto che gli interventi delle Ong a questo servono, non ad altro.

Peccato poi che gli stessi attivisti della Lifeline siano consapevoli che l’imbarcazione non potrebbe raggiungere, a differenza di quanto avvenuto con l’Aquarius, le coste spagnole: è una nave troppo piccola. “Valencia non può essere considerata un’opzione per Lifeline”, ammette difatti Steier. Allora l’Ong tenta la carta del visto umanitario “a causa dell’urgenza della situazione e dello stato di necessità in cui versano alcuni rifugiati”. Siamo di nuovo al ricatto morale, che finalmente buona parte dei governi europei inizia a rispedire al mittente.

Eugenio Palazzini

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