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Bari, 21 giu – Da molestatore a linciato il passo è breve, in un’Italia che è sempre meno disposta a sopportare sopraffazioni da chi si trova ospite nel nostro Paese e reclama diritti ma non vuole sentir parlare della parte dei “doveri”.

Angherie del branco

E’ successo a Bari, nello stabilimento balneare “Pane e pomodoro”, dove una ragazzina di 13 anni è caduta vittima delle angherie sessuali di un branco. Un gruppetto di ragazzi, dopo avere creato qualche problema di ordine in spiaggia, era entrato in acqua rompendo la quiete del pomeriggio tra schizzi e urla. Secondo quanto racconta il padre, la giovanissima stava facendo il bagno quando i molestatori l’hanno avvicinata, palpeggiandola e arrivando a infilarle le mani sotto il costume. La ragazza ha cercato di sottrarsi alla violenza e ha reagito gridando, ma i suoi assalitori non le hanno dato tregua. Gli aggressori si sono dati alla fuga solo quando le urla della tredicenne hanno messo in allarme alcuni bagnanti, facendoli avvicinare al gruppo.

Linciaggio sfiorato

Una volta a riva la giovane, seppur in stato di choc è riuscita a indicare al genitore uno dei molestatori che avevano abusato di lei: un 23enne di origini pakistane, incensurato e regolare sul territorio italiano. Attorno al giovane si è radunato in pochi istanti un capannello di bagnanti inferociti che hanno preso a minacciarlo e spingerlo. Prima che la rabbia dei presenti assumesse una piega tragica, una pattuglia della sezione Volanti è intervenuta riportando la calma. I genitori della tredicenne hanno spiegato alle forze dell’ordine i motivi di quella “rivolta” contro il giovane immigrato, che – ovviamente – si è dichiarato estraneo ai fatti e si è rifiutato di fornire i nomi dei componenti del branco autori della violenza. Nei confronti del giovane pakistano è stata quindi formalizzata una denuncia per violenza sessuale. 

Cristina Gauri

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