Parma, 3 mag – Immigrati impiegati come vigili. Succede a Parma, dove con il pretesto del calo di volontari l’Amministrazione comunale ha deciso di ricorrere a un gruppo di richiedenti asilo per il servizio di vigilanza all’ingresso e all’uscita dalle scuole. Tutto questo, spiegano dall’amministrazione, per non far fare tale servizio a forze supplementari della polizia municipale già impiegata su altri fronti.
Il sindaco Federico Pizzarotti, a chi gli ha fatto notare che proprio a Parma, pochi mesi orsono, alcuni richiedenti asilo hanno preso a sprangate l’autista di un bus che li aveva richiamati a suon di clacson per evitarne l’investimento, ha risposto che “la strada dell’inclusione è solo questa”. E l’assessore al Welfare Laura Rossi rivendica orgogliosamente il progetto definendolo un “tangibile e quotidiano passo avanti per l’integrazione”.
In tutto, dunque, a Parma una quindicina di sedicenti profughi è stata inserita nel gruppo di nonni volontari che si occupano di sorvegliare i bambini all’entrata e all’uscita di scuola, assistendo i vigili urbani. Ma non basta. Perché, per assolvere tale compito, i profughi in questione verranno istruiti mediante un apposito corso di formazione, e pare che in futuro potranno venire impiegati anche in altre attività socialmente utili. Del resto, i richiedenti asilo a Parma sono già impiegati in progetti di pulizia dei parchi e delle strade. I veri vigili, nel frattempo, si occuperanno di sorvegliare il territorio e la sua sicurezza. Soprattutto dei problemi legati allo spaccio, ormai quasi completamente in mano agli immigrati. Un impegno non da poco in vista del 2020, quando Parma sarà Capitale della cultura.
Di fronte all’idea di far fare la vigilanza all’ingresso e all’uscita da scuola ai richiedenti asilo, sono in molti ad aver storto il naso. A partire dal mondo politico, che accusa Pizzarotti di voler cavalcare il buonismo imperante per porsi come nuovo leader della sinistra cittadina. Una trovata propagandistica, quindi. Ma non solo. Anche i cittadini sono preoccupati: sia perché non si fidano del tutto a demandare la sicurezza dei loro figli a persone di cui poco o nulla si conosce. E sia perché non credono che realmente a Parma non ci siano più nonni volenterosi che si vogliono impegnare a garantire la sicurezza dei loro nipotini.
Anna Pedri



La tua mail per essere sempre aggiornato

6 Commenti

  1. Commento:
    Trovo giusto che vigilino sui bambini.
    I loro.Nel proprio paese.
    Rimandarli a casa loro, questo e’ l’unico modo per finirla con l’industria dei trafficanti di uomini.

Commenta