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Santa Maria Capua Vetere, 28 giu – Pestaggi in carcere, c’è anche Antonio Fullone, provveditore delle carceri della Campania, tra gli indagati dalla procura di Santa Maria Capua Vetere per le violenze dopo la rivolta dei detenuti del 6 aprile 2020. Il dirigente penitenziario è destinatario di una misura interdittiva. Nel complesso sono 52 le misure cautelari emesse dal gip su richiesta della procura.



Pestaggi in carcere dopo la rivolta dei detenuti nel 2020: 44 avvisi di garanzia

Il 10 giugno 2020 furono notificati 44 avvisi di garanzia ad altrettanti indagati, tra cui il comandante della polizia penitenziaria dell’istituto di pena sammaritano con ipotesi di reato per tortura, violenza privata e abuso di autorità. Le indagini partirono dalle segnalazioni stampa di resoconti e foto dei detenuti picchiati. Documenti raccolti tra i loro parenti dall’associazione Antigone e dal garante dei detenuti della Campania.

La protesta dei detenuti

La protesta dei detenuti scoppiò dopo che il 5 aprile 2020 venne fuori che uno di loro, addetto alla distribuzione della spesa del reparto Nilo, si era ammalato di Covid. Una notizia che, alimentata dal malumore per l’interruzione dei colloqui – sempre per le norme anti-Covid -, scatenò la reazione di almeno 150 detenuti. I quali si barricarono in cella e poi scatenarono una violenta rivolta in cui rimasero feriti due agenti. All’indomani scattarono i presunti pestaggi.

I presunti pestaggi degli agenti

Gli agenti della penitenziaria avrebbero costretto i detenuti a inginocchiarsi, denudarsi, fare flessioni. Po le violenze con calci, schiaffi, pugni, manganellate e testate date indossando i caschi antisommossa. Alla notifica degli avvisi di garanzia agli agenti seguì un altro tumulto di una cinquantina di detenuti del padiglione Danubio il 13 giugno, con l’aggressione di altri agenti.

Ministero della Giustizia: “Fiducia nella polizia penitenziaria”

“Il ministero della Giustizia segue con preoccupazione gli sviluppi dell’inchiesta di Santa Maria Capua Vetere, che ha portato a numerose misure cautelari”. Il ministro Marta Cartabia, e i vertici del Dap, spiega una nota del dicastero, “rinnovano la fiducia nel corpo della polizia penitenziaria, restando in attesa di un pronto accertamento dei gravi fatti contestati”.

Sindacato di Polizia: “Sorpresi e amareggiati, provvedimenti abnormi”

Esprime “sorpresa ed amarezza” il Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe). “A noi sembrano provvedimenti abnormi – dichiara il segretario generale Donato Capece – considerato che dopo un anno di indagini mancano i presupposti per tali provvedimenti, ossia l’inquinamento delle prove, la reiterazione del reato ed il pericolo di fuga. Confidiamo nella magistratura perché la polizia penitenziaria non ha nulla da nascondere”.

Ludovica Colli



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1 commento

  1. o poveri detenuti…
    non gli basta averne combinata una più di bertoldo
    (perchè se non hai centomila precedenti,in italia dentro NON ci vai)
    pretendevano pure di essere trattati meglio degli onesti fuori…in piena epidemia.

    e siccome pretendevano,hanno scatenato una rivolta che ha causato parecchi danni e il ferimento di due agenti:
    cosa si aspettavano,che non ci fossero ritorsioni?

    durante quel casino di lock-down,dove TUTTI gli italiani erano coi nervi a fior di pelle?
    che imbecilli…

    comunque resto della mia idea:
    in europa la feccia la trattiamo TROPPO BENE:
    dopo la prima volta nelle patrie galere,se
    un pregiudicato va dentro ancora deve PENTIRSI D’ESSER NATO:altro che rieducazione.

    e siccome i secondini non devono sporcarsi le mani (non è giusto nei loro confronti)
    è il sistema carcerario che deve essere riformato in senso punitivo per i pregiudicati.
    celle singole con bagno,cibo passato sotto la porta…
    libri per passare il tempo E BASTA.
    e gli anni della tua contanna dentro,te li fai TUTTI dentro quella cella:
    non interagisci con nessuno,non esci per l’ora d’aria (eventualmente come premio,se lavori)
    niente tv,pc,alcool,sigarette,caffe ecc:
    NIENTE che non sia stare confinato nei tre per due della tua cella fino al termine della tua pena.

    ed ecco che allora un detenuto costerà MOLTO meno,allo stato….
    e se lavora rende,anziche costare.
    ed ecco che leggi,polizia e giudici renderanno EFFETTIVE e CERTE le condanne,anziche fare come oggi che si arrampicano pure sugli specchi pur di tenere i criminali fuori dal carcere.

    ed ecco che i criminali di professione….
    cercheranno qualcosa d’altro da fare invece che rovinare la vita delle persone oneste.

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