Roma, 13 mar – L’Anpi e la sua agenda piena di utilissime crociate. Quando non negano le Foibe, vedono ovunque pericoli fascisti e simbologie del ventennio, oppure arrivano a prendersela anche coi gattini. Questa volta si sono risvegliati dal torpore per prendersela con Almirante, a Ladispoli. I partigiani degli anni 2000 (e anche Fratoianni) si sono infatti opposti all’intitolazione di una piazza all’ex leader del Movimento Sociale Italiano. Il Comune della località balneare infatti vorrebbe onorare il ricordo del politico dedicandogli una targa toponomastica. Apriti cielo! L’Anpi non ci ha messo nulla ad insorgere e parlaredi “provocazione” e di gesto “inaudito” soprattutto nel “giorno della ricorrenza dell’eccidio delle Fosse Ardeatine“.

“Retaggi razzisti”

Nella nota diffusa sui social l’Anpi si esprime così: “Il 24 marzo del 1944 i nazisti di Kappler, anche grazie alla fattiva collaborazione di elementi di spicco della repubblica di Salò, trucidarono 335 persone innocenti come criminale rappresaglia al ‘legittimo atto di guerra’ subito in Via Rasella. Giorgio Almirante era personaggio non secondario della repubblica saloina, fascista e razzista mai pentito”. Per l’associazione dei partigiani la cerimonia che si terrà a Ladispoli vorrebbe “sottolineare la continuità con tali retaggi e a rivendicare la giustezza di tale atrocità“. Parole grosse.

Appello alle Istituzioni

Segue il consueto “appello alle Istituzioni” affinché “non sia permessa tale scellerata inaugurazione”. E prosegue: “L’Anpi chiede che l’esaltazione di idee e azioni di stampo nazifascista siano perseguite a norma delle leggi Scelba e Mancino, e chiama la cittadinanza alla mobilitazione perché il fascismo, il nazismo, il razzismo non trovino più albergo e legittimazione nella vita della Repubblica, nata con la Resistenza e la Guerra di Liberazione, come sancito dalla Costituzione scritta col sangue dei Martiri”. L’Associazione, attraverso i suoi legali, ha anche presentato al prefetto della provincia di Roma istanza di annullamento del decreto di autorizzazione all’intitolazione della piazza. Con questo popò di guardiani della democrazia, i ladispolani possono dormire sonni tranquilli.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

5 Commenti

  1. ‘legittimo atto di guerra subito in Via Rasella” ( atto terrorista) che pagarono solo innocenti cittadini, dato che gli ” eroi” si guardarono bene dal consegnarsi in cambio degli ostaggi…

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