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Genova, 30 gen – Sono una decina, tra tecnici e dirigenti di Autostrade per l’Italia e Spea (del gruppo Atlantia, controllato dalla famiglia Benetton), i nuovi indagati nell’ambito di filone parallelo all’inchiesta sul crollo del ponte Morandi.

I nuovi indagati sono accusati di falso in relazione alle valutazioni sul profilo di sicurezza di alcuni viadotti italiani che avevano presentato criticità, tra cui il Pecetti e il Paolillo.

In mattinata sono state eseguite nuove perquisizioni e sequestri della Guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta. Le Fiamme gialle hanno acquisito documentazione nelle sedi di Autostrade, Spea e negli uffici dell’Utsa (Ufficio tecnico sicurezza autostrade), a Genova, Milano, Bologna, Firenze e Bari.

Il nuovo blitz (una settimana fa la Finanza aveva perquisito le sedi a Genova, Milano e Firenze) riguarda altri cinque ponti e viadotti che sarebbero in condizioni di rischio.

Gli inquirenti inoltre cercano di far luce su alcune criticità emerse dai resoconti dei testimoni sentiti dal 14 agosto scorso – quando a Genova il crollo del ponte Morandi causò la morte di 43 persone – ad oggi.
Da ambienti investigativi, sembra che il numero di indagati per quanto riguarda il fascicolo sul Morandi, potrebbe salire a breve. L’annuncio di nuovi nomi – anticipa una fonte – sarebbe “imminente”.

Ludovica Colli

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