Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 8 nov – Papa Francesco il sovversivo: è questa la provocazione in prima copertina nel secondo numero del mensile del Primato Nazionale, uscito oggi in molte città d’Italia (ma in alcuni piccoli centri arriverà a partire da domani). Perché indicare Bergoglio come il nuovo punto di riferimento culturale della sinistra? La risposta è nell’editoriale del direttore Adriano Scianca: “Perché, almeno in Europa, il capo della cristianità riveste anche un ruolo socio-culturale, oltre a uno specificamente religioso. Nel caso di Francesco, saremmo tentati di dire che egli svolge soprattutto un ruolo socio-culturale. Affacciandosi su piazza San Pietro e pronunciando le sue omelie, quindi, il pontefice non si rivolge solo al gregge dei fedeli ma, in qualche modo, influenza la società tutta: impone discorsi, pratiche, narrazioni. Influisce sul sentire comune, influenza il dibattito, impone delle parole d’ordine”.

Lo speciale sul pontefice è affidato allo stesso Scianca e allo studioso Fabrizio Grasso, mentre prima ancora il numero si apre con un articolo di Francesco Carlesi sul 4 novembre e il profondo significato della vittoria nella Grande Guerra per l’identità nazionale italiana. Il numero è arricchito da due rubriche curate da giornalisti di prim’ordine: se il volto Mediaset Paolo Bargiggia ci parla di “tutte le lobby del calcio”, il vicedirettore del quotidiano La Verità, Francesco Borgonovo, torna sul caso Weinstein e sulle sue conseguenze in termini etici e culturali. Non mancano le inchieste e gli approfondimenti: Cristiano Coccanari ci svela i legami più o meno occulti tra sinistra estremista e istituzionale, mostrando come tra Pd e centri sociali ci sia spesso una complicità sotterranea; Filippo Burla fa i conti in tasca alle privatizzazioni, mostrandone l’assoluta irrazionalità, mentre Matteo Rovatti illustra le incongruenze dei grandi partiti sulla questione dell’Euro.

Non manca uno sguardo sull’estero, con Valerio Benedetti che traccia un approfondito ritratto di Alternativa per la Germania e Guido Taietti che spiega come la strategia americana, Trump o non Trump, sia sempre la stessa: portare il caos ovunque. Sempre Scianca torna invece sul centenario della Rivoluzione d’ottobre, tracciando un sintetico e caustico bilancio del comunismo e dei suoi maldestri eredi, mentre Francesco Boco ci porta alla scoperta della “democrazia decisionale”. Chiude la rivista il consueto approfondimento sul mondo militare curato da Paolo Mauri, in questo caso dedicato alla Marina militare. Insomma, un altro numero ricco di analisi e approfondimenti, che arriva dopo un esordio che ha spopolato nelle edicole di tutta la Penisola e ha fatto registrare numeri di vendite impressionanti. E se già da dicembre sarà anche possibile abbonarsi alla rivista, con modi e tempi che poi verranno comunicati, al momento non resta che “assaltare” le edicole per fare incetta di questa nuova uscita e sostenere l’informazione non conforme. L’alternativa è lasciare campo libero ai finti scoop dell’Espresso. Vale la pena, no?

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