NEORoma, 27 nov. – Può sembrare il titolo di un film di fantascienza, ma in realtà è un preciso progetto dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), volto a sorvegliare gli oltre 10000 corpi orbitanti vicino alla terra, i cosiddetti NEO (Near Earth Object).

Il progetto prevede la costruzione di una rete di telescopi “fly-eye”, letteralmente a occhio di mosca, disposti su tutto il globo terrestre con l’obbiettivo di monitorare costantemente questi oggetti e di un sistema di simulazione degli impatti coordinati e seguiti in un centro dedicato.


Tale centro è stato realizzato dall’ESA presso il centro di osservazione della Terra Esrin. Il centro, spiega il responsabile delle operazioni, Ettore Perozzi, è stato fortemente voluto dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ed è gestito dalla società italiana SpaceDyS (nata come spin off dell’università di Pisa) nell’ambito di un contratto con la spagnola Elecnor Deimos.

perozzi_ettoreMolti ricercatori italiani, provenienti soprattutto dall’ Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), sono invece impiegati nella realizzazione dei Telescopi Guardiani. ”I prototipi” – spiega Perozzi – “dovrebbero essere pronti tra qualche anno e la rete potrebbe essere completata verso la fine di questo decennio.”

Italiani anche i software atti a studiare la dinamica e l’orbita degli oggetti osservati e quelli dedicati all’ elaborazione delle immagini che saranno sviluppati, secondo quanto espresso dall’ a.d Fabrizio Bernardi, dalla Space Dys.

La notizia, che non può non renderci orgogliosi dell’ennesima eccellenza italiana, arriva insieme alla comunicazione dello stanziamento di un finanziamento aggiuntivo, dal valore di740 milioni fruibili in sei anni, destinato alle attività spaziali relativamente alle attività condotte dall’Italia nell’ambito dell’Agenzia Spaziale Europea. ”E’ un grande risultato, grazie al quale l’Italia potrà presentarsi nel modo migliore alla conferenza ministeriale dell’ ESA del 2 dicembre a Lussemburgo”, hanno detto il ministro per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Stefania Giannini, e il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Roberto Battiston, a margine della cerimonia per i 50 anni dell’ESA organizzata presso l’Esrin. ”Grazie a questo finanziamento – ha rilevato Giannini – c’è la copertura necessaria e soprattutto c’è una prospettiva di lungo termine, come è successo per la scuola”.

Ci auguriamo che la politica non dimentichi queste promesse, soprattutto per un settore ad alta livello tecnologico, come quello spaziale, che consentirebbe di portare nel nostro paese molti posti di lavoro di alto livello.

Cesare Dragandana

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