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Roma, 23 ott – L’impunità per gli immigrati che in Italia delinquono sembra essere ormai una prassi assodata. L’ultimo episodio è avvenuto a Roma. Una ragazza è stata rapinata e colpita al volto da un cittadino del Gambia immigrato in Italia, che nonostante sia stato condannato a tre anni di reclusione continuerà a girare a piede libero. Per l’africano, infatti, è stato previso il solo obbligo di firma giornaliero.
Era l’alba di domenica mattina, quando il diciannovenne immigrato, senza fissa dimora, ha incontrato la ragazza in via Portonaccio, a Roma. La giovane stava dirigendosi alla fermata della metro per tornare a casa dopo una serata trascorsa nella vicina discoteca Qube, uno dei templi del divertimento Lgbt, attorno a cui si è creata nel tempo una pesante situazione di degrado. L’uomo l’ha rapinata, ma la ragazza è stata più pronta di lui nei riflessi e ha inseguito il suo rapinatore. Nella fuga l’africano è caduto e quando la giovane gli si è avvicinata le ha sferrato un pugno in faccia. Due passanti hanno assistito alla scena e sono intervenuti, fermando l’uomo e allertando i soccorsi, che sono prontamente intervenuti e hanno arrestato il gambiano. Immediato anche il processo, nel corso del quale l’africano ha cercato di difendersi affermando di non aver mai picchiato la ragazza, ma di averle solo sottratto il telefono. Una versione smentita dai testimoni che hanno soccorso la vittima. Per questo l’immigrato è stato condannato al pagamento di mille euro di multa e a tre anni di reclusione. Ma la pena è stata convertita in un semplice obbligo di firma, dal momento che i precedenti per spaccio a carico dell’africano non costituiscono carichi pendenti. L’immigrato torna così libero di continuare a rapinare e malmenare le proprie vittime.
Anna Pedri
 

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