Roma, 2 gen – Il governo gialloverde erogherà il reddito di cittadinanza (misura-bandiera del Movimento 5 Stelle) anche agli stranieri. Sebbene nei mesi scorsi questa notizia sia stata sempre smentita, in verità il sostegno economico andrà anche agli immigrati.

Il capo politico del M5S, Luigi Di Maio, lo scorso settembre aveva chiarito: “Pensare di poter individuare una platea straniera nel reddito di cittadinanza inevitabilmente significa, da subito, che non puoi prevedere la spesa perché la spesa la prevedi in base alla platea”. E ancora: “È chiaro anche che in Italia ci sono 10 milioni di persone sotto la soglia di povertà relativa e quando dico che a 5 milioni deve andare il nostro primo obiettivo, mi rivolgo a quella parte di cittadinanza italiana che è in difficoltà in questi 10 milioni”.

A maggior ragione, il concetto era stato ribadito dal leader della Lega, Matteo Salvini: “Che il reddito di cittadinanza sia limitato ai cittadini italiani è una precisazione che come Lega abbiamo accolto con grande piacere perché di regalare altri soldi agli immigrati che vagano per l’Italia non avevamo voglia“.

Sempre Di Maio, poco dopo, ribadiva: “La manovrà darà il reddito di cittadinanza a tutta la platea, esclusi gli stranieri. La proposta l’avevamo già cambiata nel 2015, tenendo dentro i migranti ci avrebbe fatto saltare i conti. Ma il reddito spetterà ai residenti in Italia da dieci anni“.

Ora però è chiaro come stanno veramente i fatti. Il reddito di cittadinanza andrà anche ai cittadini stranieri residenti in Italia da almeno cinque anni. Almeno così risulta da una bozza tecnica che circola online dal 31 dicembre, in cui si legge che la misura riguarderà i nuclei familiari più in difficoltà, “compresi quelli di stranieri se residenti da almeno 5 anni e in possesso di permesso di soggiorno“.

Fa specie che un governo che – soprattutto sul fronte leghista – ha sempre ripetuto lo slogan sovranista “Prima gli italiani“, ha invece dato la precedenza prima ai diktat dell’Ue sul fronte del deficit, riducendo le risorse a disposizione, per poi aggiornare – ad insaputa dei cittadini – le misure economiche, mettendo sullo stesso piano italiani e stranieri.

Vediamo nel dettaglio come funzionerà il reddito di cittadinanza. Un tetto di reddito e uno per il patrimonio immobiliare e il conto in banca, non solo personale, ma di tutta la famiglia. Ci sono anche le norme contro i furbetti, come i falsi divorziati, e poi gli obblighi per continuare a beneficiare dell’assegno. Sono questi i criteri per beneficiare del sostegno, che sarà erogato a partire da aprile.
I paletti per accedere al sostegno destinato alle famiglie più indigenti – stabilite sulla base della dichiarazione Isee e del conto in banca – e ai disoccupati che si impegnano a trovare lavoro, sono per ora definiti in una bozza del decreto attuativo che verrà discusso a metà gennaio.

La relazione tecnica allegata alla bozza del decreto identifica 1 milione 375 mila nuclei familiari come possibili beneficiari, secondo i requisiti fissati, del reddito di cittadinanza. Tra queste famiglie, quelle composte da stranieri regolari in Italia da più di cinque anni sono circa 200 mila, circa un sesto. Non sono spiccioli, insomma.

Vedremo se Di Maio e Salvini torneranno sui loro passi, escludendo gli stranieri nel decreto attuativo su cui si stanno confrontando (i soldi sono pochi e c’è da coprire anche quota 100, misura-bandiera del Carroccio) o se alla fine il reddito andrà a tutti.

Adolfo Spezzaferro

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