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Roma, 5 lug – “Non possiamo arrenderci allo tsunami sovranista. Resistere e rilanciare si può”. Inizia così la lettera, pubblicata da Repubblica, scritta da un Matteo Renzi fresco di condanna per danno erariale e suddivisa in dieci punti. Un’analisi della questione immigrazione che non aggiunge e non toglie nulla alle posizioni del Pd, anzi calca poco lucidamente la mano proprio su quei temi che – abbiamo visto – hanno spostato masse di voti degli italiani verso Salvini. “Se qualcuno è in mare, si salva e si porta a terra. Lasciare in mare delle persone per calcolo elettorale fa schifo”, esordisce nel primo punto. Il secondo è tutto da ridere, con una serie di sfondoni storici a cui purtroppo i suoi sostenitori abboccheranno come ghiozzi: “Il mito di Roma nasce da un migrante, l’Impero è storia di inclusione, il Rinascimento è figlio della curiosità. L’Italia è aperta da secoli”.

Gli errori del Pd

Gli errori del Pd per Renzi? Non ci sono dubbi: c’è stata una “geometrica dimostrazione d’ impotenza: allarmismo sugli sbarchi, mancanza di coraggio sui valori. Il successo di Salvini inizia lì”. La questione dei flussi migratori nel Pd “l’abbiamo sopravvalutata quando nel funesto 2017 abbiamo considerato qualche decina di barche che arrivava in un Paese di 60 milioni di abitanti, ‘una minaccia alla democrazia’”. L’Italia “non ha un’emergenza immigrazione ma tre emergenze gravissime: denatalità, legalità, educazione – spiega, dimenticandosi di quella del lavoro. – La prima è la più preoccupante: un paese senza figli è un paese senza futuro. E paradossalmente non ne usciamo neppure con gli immigrati. La demografia segna la fine della civiltà, non qualche migliaio di rifugiati che sbarcano nel Mediterraneo. E nel resto d’Europa ‘l’invasione’ che paventano i populisti nasce dalle culle, non dai barconi”.

Non chiediamo scusa

“Qualcuno si scaglia contro di noi: chiedete scusa! E di che? Non mi vergogno di ciò che ha fatto il mio governo. Non chiedo scusa per le vite salvate nel Mediterraneo. Non chiedo scusa per aver combattuto il protocollo di Dublino, firmato da Berlusconi e Lega. Non chiedo scusa per aver recuperato i cadaveri del naufragio del 2015. La civiltà è anche dare una sepoltura: ce lo insegna Antigone, ce lo insegna Priamo. I Salvini passano, i valori restano”. Ma, prosegue, “Il crollo nei sondaggi del Pd comincia quando si esaspera il tema arrivi dal Mediterraneo e allo stesso tempo si discute lo Ius soli senza avere il coraggio di mettere la fiducia come avevamo fatto sulle Unioni civili”. Chissà perché a noi pare proprio il contrario, ma lasciamoglielo credere. L’ex presidente del Consiglio termina con un commovente elogio della globalizzazione, che “Non è il nostro avversario. Se diciamo che la globalizzazione è il nemico che distorce economia, cultura, identità, finiamo con il fare un assist a chi dice ‘prima gli italiani'” perché “Il mondo globalizzato è la più grande chance per l’Italia”. 

La risposta di Calenda

“A prescindere dal fatto che i provvedimenti sono tutti stati votati dal Pd di cui eri segretario, sai benissimo che l’emergenza c’era e come”, gli risponde l’eurodeputato dem Carlo Calenda su Twitter. “Fino a 2016 inoltrato i migranti entravano in Italia e andavano negli altri paesi europei. Dopo chiusura Shengen e identificazione no. 180mila migranti non sono qualche persona. Il problema è nato quando Gentiloni era al governo. Ancora ieri sera ti ho difeso su fake news flessibilità/migranti. Non ricominciamo a farci del male”.

Cristina Gauri

2 Commenti

  1. Spero che ce li togliamo di mezzo quanto prima.
    Questi personaggi sono a dir poco folli ed inquietanti.
    La loro visione di progresso si sposa con una Italia ridotta ad un troiaio babelico.

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