Bressanone 12 nov – I primi effetti del decreto Salvini potrebbero vedersi già oggi a Bressanone. Nella città altoatesina, in provincia di Bolzano, infatti, un richiedente asilo nigeriano ha stuprato un’operatrice del centro di accoglienza. L’ennesima aggressione ai danni di chi lavora a stretto contatto con i tanti immigrati da parte dei sedicenti profughi ospiti dei centri di accoglienza.

A rendere noto quanto avvenuto è stato un post su twitter del ministro dell’Interno Matteo Salvini, nel quale si legge: “Un ‘richiedente asilo’ nigeriano di 19 anni, pregiudicato, è stato arrestato per aver violentato venerdì sera a Bressanone (Bolzano) la responsabile del centro che lo ospitava. Schifoso! Ora grazie al Decreto Salvini per un caso come questo c’è l’espulsione!”

Oggi è in programma l’udienza di convalida del fermo. Se la magistratura lo indagherà per lo stupro, verrà applicato il Decreto Sicurezza. La domanda d’asilo sarà subito valutata dalla Commissione e, se ci sarà una decisione negativa, il 19enne verrà espulso. Esattamente come prevede il Decreto approvato la scorsa settimana in Senato con 163 sì, 59 no e 19 astenuti.

I fatti sono avvenuti venerdì, nel centro di accoglienza straordinaria “ex caserma Schenoni” di Bressanone, gestito dalla Croce Rossa. Il diciannovenne africano ha tentato di stuprare un’operatrice del centro di accoglienza straordinaria, che ha denunciato la violenza. Solo l’intervento tempestivo dei Carabinieri di Bressanone ha impedito che lo stupro si consumasse, e il nigeriano richiedente asilo è stato portato in carcere. Durante l’intervento degli agenti l’immigrato ha anche opposto resistenza ai militari, peggiorando ulteriormente la sua posizione. L’uomo è infatti stato arrestato per tentata violenza sessuale e resistenza a pubblico ufficiale.

Dal centro di accoglienza, però, i responsabili tendono a minimizzare l’accaduto e uno dei responsabili ha affermato che il giovane nigeriano ha tentato “un approccio sessuale” che però è andato male. Ma non è tutto. L’africano sarebbe infatti psicolabile. Come ha spiegato il responsabile della Croce Rossa che gestisce il centro, “il ragazzo è però in cura per disturbi psichiatrici diagnosticati dall’Azienda sanitaria.Ciò che ha fatto, se rientrerà in una fattispecie di reato, sarà la magistratura a deciderlo”.

Anna Pedri

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