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Roma, 29 mag – “I mercati stanno scontando già adesso che la politica di sudditanza totale alle regole Ue del governo Cottarelli sarà il maggiore sponsor per il futuro governo giallo-verde“. Ne è convinto il professor Antonio Maria Rinaldi, docente straordinario di Economia politica presso la Link Campus University di Roma e docente di Finanza Aziendale presso l’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara, al quale abbiamo chiesto un parere su quello che sta succedendo in Italia e nei mercati europei a seguito del no del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Paolo Savona all’Economia e più in generale alle politiche economiche proposte da Lega e M5S.
Professore, Salvini oggi ha detto che vuole candidare Savona nel prossimo governo…
Ne sarei felicissimo, è la miglior scelta possibile immaginabile. Se dovesse andare in porto la sua nomina al ministero dell’Economia, il professor Savona andrà portato in trionfo, visto che ormai rappresenta un simbolo.
Magari anche suo malgrado…
Sì, però conosco molto bene il professor Savona: è un uomo “riserva della Repubblica”, quando serve sa mettersi a disposizione del Paese, per il bene del Paese. Non ha nessuna difficoltà a scendere in campo e a mettere in atto la sua grandissima capacità e la sua grandissima esperienza per poter riscattare l’Italia nel migliore di modi possibili. Di questo ne sono profondamente convinto, anche perché l’ho sostenuto negli anni di fronte a tutti, contro tutti. Mi auguro quindi che la sua candidatura sia appoggiata anche dal M5S.
Intanto i mercati reagiscono in maniera scomposta. Lo spread sale ancora, a 320 punti, le Borse vanno giù, con Piazza Affari maglia nera. Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, dice che il calo è una reazione emotiva, ingiustificabile. Che cosa sta succedendo?
I mercati sono sempre un passo avanti rispetto al presente, fanno una valutazione molto semplice, che è questa: adesso Cottarelli, l’uomo del Fondo monetario internazionale, sarà a capo di un governo che sicuramente sarà un perfetto esecutore delle regole Ue. Però proprio per questa ragione, creerà ancora più malcontento e quindi sarà il maggior sponsor della Lega e dei 5 Stelle. I mercati sanno benissimo che si va incontro alle elezioni, e che poi a maggio 2019 ci saranno quelle europee. Qui alle prossime politiche non si rischia di fare un referendum pro o contro Ue, qua si rischia di fare un’opa sul Parlamento. Lega e M5S potrebbero prendersi tutti i seggi. Questo i mercati l’hanno capito e già stanno scontando tutto questo.
Si poteva evitare tutto questo?
Molto probabilmente se fosse stato dato l’ok al governo giallo-verde, oggi lo spread sarebbe già sceso. Cottarelli non farà altro che aumentare questa tensione. I mercati scontano il futuro: domani il premier tecnico sarà il principale sponsor del governo giallo-verde.
In questa ottica, nel quadro attuale, il quantitative easing della Bce che ci ha favorito e il fatto che la nomina del governatore centrale Mario Draghi sia in scadenza pesano su come ci percepiscono i mercati?
Il punto è proprio questo. Noi dobbiamo affidarci a operazioni straordinarie di stimoli di politica monetaria come il Qe? Oppure dobbiamo aspirare a mettere in piedi dei meccanismi europei condivisi e codificati che vadano bene per tutti? Il Qe è la dimostrazione del fallimento della Bce. Se è necessario ricorrere al Qe vuol dire che il meccanismo europeo non funziona. Se funzionasse, non ce ne sarebbe bisogno. È l’ulteriore dimostrazione che le teorie di Savona sono giuste.
a cura di Adolfo Spezzaferro

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