Roma, 30 lug – È in corso da questa mattina a Roma un blitz nel campo rom di via Salone. Motivo: i roghi tossici. 4 persone arrestate e 19 indagate per smaltimento illecito di rifiuti. Il blitz di questa mattina è il risultato delle indagini condotte dal gruppo Sicurezza Pubblica Emergenziale e Comando Generale, iniziate nel febbraio 2017 a seguito delle numerose denunce presentate dai cittadini residenti nei confronti del fenomeno dei cosiddetti roghi tossici.
Con cadenza praticamente quotidiana gli incendi si sviluppavano all’interno del Campo, la sera tardi o la mattina presto. Con conseguente aria irrespirabile, probabilmente carica di diossina, sviluppo di densi fumi e odori acri. Una situazione che i residenti, costretti a barricarsi in casa, hanno definito insostenibile. Per dare ulteriore voce alle proteste che mai sono state ascoltate dalle istituzioni, i residenti avevano persino lanciato una petizione sul web che in pochissimo tempo aveva superato le 1500 adesioni.  
È stata così scoperta l’esistenza di un sodalizio criminale all’interno del campo alla periferia est di Roma, che si occupava di stoccare, incendiare e smaltire rifiuti, anche speciali, di cui in qualche caso curava anche il trasporto per conto di compiacenti ditte italiane.
All’interno del campo nomadi il gruppo criminale aveva allestito un vero e proprio ‘autoparco’ a disposizione del clan per svolgere i propri affari con intensa attività quotidiana. Uno dei mezzi era munito di braccio meccanico per lo spostamento e il trasporto di rifiuti particolarmente ingombranti e pesanti, come fusti di olii esausti, solventi, o prodotti chimici.
In pratica il campo rom si era trasformato in una vera e propria fabbrica di rifiuti. A nulla erano valse le operazioni di bonifica di qualche mese fa, che in totale erano costate al Comune di Roma una cifra pari a 100 mila euro.
Anna Pedri
 

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