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Roma, 5 gen – Rula Jebreal non sarà al Festival di Sanremo. Dopo la polemica montata nei giorni scorsi per la possibile presenza della giornalista italo-palestinese, la Rai ha deciso di non invitarla, altrimenti il Festival della canzone italiana “si sarebbe trasformato in un luogo per fare politica”. Giunto alla 70 esima edizione, Sanremo è in cerca di audience e a viale Mazzini è sembrato giustamente sconveniente perdere spettatori per la presenza della pseudo femminista che, a quanto pare, dal palco del Festival voleva addirittura intervistare Michelle Obama sulla violenza di genere.



Le polemiche contro contro la “prezzemolina cosmopolita”

Insomma, come riporta Repubblica, i vertici Rai hanno bocciato l’idea del direttore artistico del Festival Amadeus di invitare la giornalista ex santorina a causa del polverone mediatico sollevato in questi giorni. A partire dal Giornale, che aveva definito la Jebreal “una prezzemolina cosmopolita del pensiero unico“. In tanti si sono scagliati contro l’idea di Amadeus, da Marco Gervasoni, docente dell’Università del Molise, che ha scritto: “Mitica la definizione che ne diede in un talk show anni fa Sapelli ‘gnocca senza testa’. Aspettatevi un Sanremo pro clandestini, pro islam, pro lgbt, pro utero in affitto, pro sardine, pro investitori d’auto (purché con suv)“. Ci è andato giù pesante anche Daniele Capezzone, giornalista de La Verità: “Mi par di capire che con i soldi del canone Rai Rula Jebreal potrebbe essere incaricata a Sanremo di spiegarci quanto le facciamo schifo. Se poi qualcuno si lamenterà sui social, seguiranno accuse di: razzismo, sessismo, machismo. Pure nel 2020 ci avete già rotto i c*****”.

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Il punto, in effetti, è proprio l’essere anti-italiana della tizia in questione. Insomma, che la Rai pagasse con i soldi dei contribuenti qualcuno che dal primo canale della tv di Stato attaccasse gli italiani perché sessisti e razzisti – come vi abbiamo ricordato in questi giorni noi del Primato Nazionale – è sembrato troppo persino a viale Mazzini. In cerca, sì, di audience, ma non al prezzo di perdere quegli spettatori che non gradirebbero insulti in Eurovisione da una che deve molto alla nostra Nazione.

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. Perdere gli spettatori?! Qui si tratta di non perdere del tutto la faccia per replicare ancora negli anni a venire.

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