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Torino, 8 mag – Sarà collocato in uno spazio più sicuro del Salone del Libro di Torino, probabilmente davanti a quello del ministero della Difesa, lo stand di Altaforte, la casa editrice di ispirazione sovranista, colpevole di essere “vicina a CasaPound” e di “pubblicare il Primato Nazionale”. La decisione è stata presa durante la riunione del Comitato ordine pubblico e sicurezza svoltosi in Prefettura per il timore che la presenza della casa editrice possa generare tensioni all’interno della manifestazione.

Lo stand sarà nel Padiglione 3

Inizialmente collocato nell’Oval, lo stand sarà in una posizione più defilata, nel Padiglione 3. Questo il comunicato con cui è stato reso noto ad Altaforte lo spostamento dello stand: “A seguito dei sopralluoghi effettuati con gli enti e le strutture preposte all’agibilità ed alla sicurezza della manifestazione la casa Editrice Altaforte è stata spostata dalla posizione X189 alla posizione S70”.
La decisione di non lasciare la casa editrice vicino alla zona della Sala Oro, dove si terranno appuntamenti com la lectio inaugurale di Fernando Savater o l’incontro con Jovanotti, è arrivata per evitare che l’attenzione su Altaforte e la polemica sulla sua presenza al Salone crei problemi di ordine pubblico in un’area cruciale per questa edizione.

Le polemiche sulla presenza della casa editrice

Sì, perché in questi giorni si è scatenata una querelle infinita sul fatto che una casa editrice “vicina a CasaPound” fosse presente alla kermesse torinese, che evidentemente ci tiene ad essere a senso unico, succube del pensiero unico e in balia delle fregole antifa’. A dare il la al delirio è stato Christian Raimo, con la sua lista di proscrizione, che alla fine si è pure dimesso dal comitato del Salone. Poi a seguire si sono scatenati vari soggetti, come Michela Murgia o la presidente dell’Anpi, per arrivare (passando per il Museo di Auschwitz) fino ai 5 Stelle torinesi che hanno chiesto di bandire Altaforte dal Salone. Tanto che si è arrivati a Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte e al sindaco di Torino Chiara Appendino che hanno dato mandato di denunciare Francesco Polacchi, l’editore di Altaforte, per apologia di fascismo.

Ludovica Colli

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