Roma, 20 ago – “Rifarei tutto quello che ho fatto. Con la grande forza di essere un uomo libero, perché non ho paura del giudizio degli italiani. In quest’aula ci sono donne e uomini liberi, altri meno liberi. Chi ha paura del giudizio del popolo italiano non è una donna o un uomo libero, è il sale della democrazia”. Ha iniziato così il suo discorso in Senato il ministro dell’Interno Matteo Salvini, dopo l’intervento del premier dimissionario Giuseppe Conte.

“Mi spiace che Conte mi abbia mal sopportato per un anno. Bastava Saviano a raccogliere tutti questi insulti, oppure un Travaglio, un Renzi”, ha detto poi Salvini. “Da ministro dell’Interno porto a casa un’Italia più sicura. A proposito di sovranità la libertà non consiste nell’avere un padrone, ma nel non avere nessun padrone. Io non voglio un’Italia schiava di qualcuno, non voglio catene. Sono stufo che ogni nostro passo debba dipendere dalla firma di qualche funzionario dell’Unione Europea. Liberi di difendere i nostri confini e le nostre aziende. In Italia si arriva se si ha il permesso di arrivare. Se qualcuno ha bisogno del business dell’immigrazione clandestina non può andare d’accordo con me”, ha poi tuonato il leader della Lega.

Le accuse al M5S di voler governare con Renzi

“Se qualcuno da settimane pensava a un cambio di alleanze per prendersi il Pd non aveva che da dirlo. Vi vedo a risarcire i truffati di Banca Etruria con Maria Elena Boschi e a riformare la riforma del lavoro con Matteo Renzi. I nostri datori di lavoro sono i cittadini italiani, non dovremmo mai averne paura. L’Iva non aumenta se si vota a ottobre. Qualcuno pur di non mollare la poltrona voterebbe anche il governo della Fata Turchina”, ha detto ancora Salvini.

“Se questo governo si è interrotto è perché da mesi c’erano dei signor No che bloccavano tutto. Per mesi testardamente e pazientemente ho detto ai miei di andare avanti, perché avevo fiducia. Quando settimana scorsa, la forza maggioritaria del governo le ha votato la sfiducia dicendo no alla Tav, allora di cosa stiamo parlando. La decrescita felice io non la conosco, gli italiani vogliono crescere. Ospedali, ferrovie, strade, medici. Come può pensare qualcuno di riportare al governo Renzi”, ha tuonato il ministro dell’Interno.

“Al voto prima possibile”

Buon lavoro col partito di Bibbiano. Siamo gli unici presunti fascisti che vogliono il voto, pensate che dittatura strana: la dittatura del voto del popolo italiano. Diteci molto semplicemente, al di là degli attacchi personali che mi sono dispiaciuti: i casi sono due, o c’è un accordo di potere e di spartizione già fatto per andare avanti tra M5S e Pd, allora ditelo agli italiani. Altrimenti, se non è così e c’è voglia di costruire e terminare un percorso virtuoso, allora lo ripeto: la via maestra è quella delle elezioni, altrimenti va bene tagliamo i parlamentari e poi restituiamo la parola al popolo italiano“, ha concluso Salvini.

Eugenio Palazzini

 

 

2 Commenti

  1. Non so cosa ci aspettasse da Conte, che è un uomo dei Cinquestelle e quindi un suddito fedele della Ue, non per niente hanno votato von der Leyen. Adesso tornano dall’oltretomba il Bomba & il Mortadella, dopo di che Salvini stappa la bottiglia.

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