Roma, 13 ott – “In tanti mi stanno scrivendo che c’è Facebook che sta chiudendo delle pagine, senza motivi particolari. Se pensano di imbavagliare qualcuno hanno sbagliato a capire”. Così Matteo Salvini ha denunciato oggi la vergognosa e immotivata censura di questi giorni da parte del social network. Il leader della Lega lo ha fatto durante una diretta video su Facebook, senza citare CasaPound ma ponendo la questione all’attenzione degli utenti.

Lo stupore di Open

L’irreprensibile Open ha però mostrato un certo stupore per l’intervento di Salvini, titolando così: “Salvini in soccorso di CasaPound (in diretta Facebook!): «No al bavaglio»”. Che scandalo signori, addirittura una denuncia nei confronti di Facebook in diretta su Facebook. Ma come si permette l’ex ministro dell’Interno di uno Stato sovrano di mettere in discussione l’indiscutibile censura di una piattaforma privata di proprietà di una multinazionale americana. Secondo Open e secondo tutti i probi tutori del pensiero unico, dovremmo tutti tacere di fronte ai diktat liberticidi?

Oppure dovremmo addirittura tifare per il bavaglio sul web nei confronti di chi esprime idee non allineate al verbo politicamente corretto? Lor signori dovrebbero capire che una tale operazione è fortemente pericolosa e potrebbe innescare un effetto domino imprevedibile. Salvini non a caso mette le mani avanti: “Questa pagina si sta avvicinando ai 4 milioni di donne e uomini che partecipano con idee, con proposte, con contributi, con foto, con messaggi. Io mi tengo stretta la vostra testa e il vostro cuore e lascio agli altri per qualche tempo i ministeri”.

Eugenio Palazzini

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