Roma, 6 giu – Il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini si scaglia ancora contro i giudici per i verdetti del Tar di Firenze e dei Tribunali che hanno emesso sentenze avverse ai provvedimenti del Viminale su immigrati e sicurezza. “Non faccio liste di proscrizione, ma prendo atto del fatto che, su migliaia di giudici che fanno onestamente il loro lavoro, qualcuno invece fa politica, scrive libri va a convegni a favore delle porte aperte per l’immigrazione. E’ normale che un giudice va ad un convegno che è uno spot per l’immigrazione di massa e poi giudica la politica del ministero dell’Interno?“, ha affermato il leader della Lega a Mattino 5 su Canale 5. Le sue parole hanno scatenato le toghe rosse, che si sono stracciate le vesti (forti anche dell’endorsement del Guardasigilli pentastellato).

“Se vuoi fare politica, smetti di fare il giudice e ti candidi con la sinistra”

Secondo Salvini, “se 99 giudici applicano la legge in una maniera e ce n’è uno che fa il bastian contrario e la applica in maniera opposta… Va bene la libertà di pensiero – ha incalzato – ma la legge è legge: voglio poter spedire a casa loro spacciatori, scippatori e delinquenti“. Il ministro dell’Interno ha detto di volere che ogni toga sia “imparziale, al di sopra di ogni schieramento politico. Se vuoi fare politica – ha chiosato – smetti di fare il giudice e ti candidi con la sinistra”.

Bonafede: “Non mi risulta che troppi giudici facciano politica”

“Non mi risulta che troppi giudici facciano politica ma che la stragrande maggioranza lavori ogni giorno e porti avanti la macchina della giustizia con passione e coraggio“. E’ il commento di Alfonso Bonafede, ministro M5S della Giustizia, a margine della relazione dell’attività Anac alla Camere.

Toghe rosse: “Csm apra pratica a tutela delle toghe nel mirino del Viminale”

Il Csm apra una pratica a tutela di Luciana Breggia, presidente della sezione specializzata in materia di immigrazione del tribunale di Firenze, e di Matilde Betti, presidente della prima sezione civile del tribunale di Bologna, e “a presidio dell’autonomia e indipendenza della giurisdizione“. Lo chiedono le “solite” toghe rosse di Area-Magistratura democratica con un documento inviato al Comitato di presidenza di Palazzo dei Marescialli.

Ludovica Colli

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  1. Questo intervento di Salvini è giustificato e condivisibile: è inconcepibile che in uno Stato i magistrati che devono giudicare ed essere super partes possano riunirsi in un sindacato che indica una direzione politica.
    La Giustizia, che in Italia ha avuto tantissimi magistrati coraggiosi ed eroici (Falcone e Borsellino e tanti altri), sarebbe piu’ autorevole se ci fossero dei processi non interminabili e se i suoi operatori non si schierassero con o contro nessun politico.

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