Roma, 6 giu – Ieri, nel suo discorso programmatico al Senato, il premier Giuseppe Conte non ha citato la legge Fornero e il suo superamento – uno dei cavalli di battaglia del governo giallo-verde. Ebbene, ci ha pensato Matteo Salvini stamattina. Intervenendo a Radio Anch’io, su Rai Radio 1, il ministro dell’Interno assicura: “Sulla legge Fornero l’impegno è sacro: smontarla pezzetto per pezzetto a partire da quota 100. Con l’obiettivo di tornare a 41 anni di contributi“.
A chi gli chiede come mai il premier ieri non avesse parlato della revisione della contestata legge sulle pensioni, il leader della Lega risponde che “c’è un contratto di governo di 40 pagine” e se Conte lo avesse letto tutto “sarebbe ancora in Senato adesso”. Quanto ai tempi della riforma della Fornero, fa notare che “siamo al governo da 5 giorni…”.
Sulla Flat tax poi spiega: “L’importante è che ci guadagnino tutti. Non siamo in grado di moltiplicare pani e pesci, l’obiettivo è che tutti riescano ad avere qualche lira in più in tasca da spendere”.
Sul fronte dei rapporti con la Russia, Salvini dice: “L’importante è che parta principio di buona collaborazione, buon vicinato. Mosca è partner strategico. Non sono filo russo, non sono tifoso e l’Italia rimane all’interno delle alleanze stabilite”.
E ancora: “Stiamo preparando il dossier sui beni confiscati alla mafia e l’operazione spiagge sicure per evitare l’abusivismo, oltre ai temi di immigrazione e sicurezza. Saremo rispettosi di tutti, con la voglia di tornare ad essere il Paese leader nel Mediterraneo, ma senza subire in silenzio un’immigrazione fuori controllo e pericolosa. Sono ministro solo da quattro giorni, ma ho già incontrato decine di persone di grandissimo valore, sicuramente avrò modo di incontrare anche l’ex ministro Minniti. Al ministero siamo al lavoro su diversi fronti, già nelle prossime settimane ci saranno le prime importanti e concrete novità per aumentare la sicurezza degli italiani”.
Ma tornando sulla questione pensioni, l’ex ministro del Lavoro, il piddino Cesare Damiano (non eletto alle ultime politiche), critica le dichiarazioni del consigliere economico della Lega, Alberto Brambilla, in merito al sistema di Quota 100. Brambilla aveva puntualizzato il fatto che è impensabile partire da una proposta che preveda i 60 anni di età anagrafica uniti ai 40 anni di contributi per accedere alla pensione. Damiano ritiene, comunque, che anche partendo dai 64 anni di età la proposta potrebbe risultare insufficiente per tutti quei lavoratori che rientrano nella categoria dei cosiddetti esodati. Damiano inoltre ribadisce che sarebbe un errore cancellare l’Ape sociale, perché le 15 categorie che sono state qualificate come lavori gravosi andrebbero a subire inevitabilmente una penalizzazione.
Tuttavia il governo giallo-verde deve fare cassa, per superare la legge Fornero. E a quanto pare rivedrà proprio Ape sociale, che grava sui conti pubblici per 1,5 miliardi.

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