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Roma, 5 apr – Dopo Martina e Berlusconi è stato il turno di Matteo Salvini. Uscito dalle consultazioni con Mattarella, il segretario leghista sembra mantenere la linea espressa in questi giorni. “Noi abbiamo espresso una linea costruttiva, a differenza di chi dice solo no. Vogliamo lavorare ad un governo che duri 5 anni e operi nell’interesse nazionale dell’Italia, ma non siamo disponibili a governi improvvisati e raccogliticci. Più che i ruoli ci interessano i programmi: riforma delle pensioni, del lavoro e del fisco, riportare l’Italia a contare a Bruxelles e frenare le spinte franco tedesche di Merkel e Macron”.
Così come Silvio Berlusconi, Salvini ribadisce di voler partire da chi ha vinto, dunque dalla coalizione di centrodestra. “Siamo la prima forza unitaria, si parte da lì. Noi siamo pronti, ma andremo in Parlamento solo se ci sono i numeri, non diciamo no a prescindere a nessuno. Numeri alla mano si può fare partendo dal centrodestra e coinvolgendo i 5 Stelle, è una questione di numeri”.
Il leader del Carroccio però non esclude un ritorno alle urne. “La Lega è un partito nato tra la gente, figuriamoci se abbiamo paura di tornare alle elezioni. Per formare un governo però vanno smussati gli angoli che altri per il momento non sembrano avere intenzione di smussare. Bisogna fare dei passi di lato come ha fatto la Lega, se ciascuno rimane sui propri personalismi e interessi di partito il governo non nasce”. Queste le parole di Salvini. Nel pomeriggio toccherà al leader pentastellato Luigi Di Maio salire al Colle.
Davide Romano
 



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