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Teruel, 15 dic – Dopo nove mesi di latitanza Norbert Feher, meglio conosciuto come Igor il Russo, killer serbo che ha terrorizzato le campagne dell’Emilia Romagna dopo il duplice omicidio del barista Davide Fabbri di Budrio e della guardia ambientale Valerio Verri a Portomaggiore, è stato arrestato. Lo hanno preso in Spagna, nei pressi di Saragozza, dopo un conflitto a fuoco con la Guardia Civil, la polizia spagnola.



Nella sparatoria, avvenuta alle 3 di questa notte, sono morte tre persone, delle quali un civile e due agenti. I due poliziotti, di 30 e di 38 anni, erano in borghese quando sono stati uccisi, e facevano parte di una squadra del distaccamento di Alcaniz dedicata ad indagini sui furti nell’ambiente rurale, come fattorie o allevamenti di bestiame. Erano sulle tracce di un uomo che aveva assaltato una fattoria della zona una decina di giorni fa. Con loro c’era il proprietario della fattoria in questione, e anche lui è stato ucciso da Igor.

La polizia scientifica italiana ha confermato che l’uomo arrestato è Norbert Feher, o Igor il Russo, poiché le impronte digitali rilevate dopo l’arresto combaciano con quelle in possesso della polizia italiana.

Igor era un uomo in fuga anche in Spagna, non solo in Italia. E lo era per gli stessi motivi dal momento che ieri aveva ucciso altri due agenti della Guardia Civil e aveva rubato loro le armi. Le stesse che aveva addosso al momento della cattura, insieme a un’uniforme militare. Lo hanno fermato, in seguito alla sparatoria, dopo che Igor è rimasto vittima di un incidente stradale nel corso del suo tentativo di fuga.

A carico di Igor in Italia, oltre agli omicidi di Fabbri e Verri, c’è anche l’omicidio di Salvatore Chianese, la guardia giurata uccisa il 30 dicembre del 2015 a Fosso Ghiaia, alle porte di Ravenna. Inoltre a suo carico anche l’accusa di numerose rapine, per le quali nei giorni scorsi era cominciato il processo a Ferrare. In Spagna, invece, Igor era stato localizzato a Malaga, dove la polizia italiana e la polizia spagnola lo tenevano d’occhio perché coinvolto in un traffico di droga.

Anna Pedri

 

 

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3 Commenti

  1. sotto sotto speravo che questo immigrato fosse tranquillamente rintanato in qualche normalissima casa di qualche connazionale nel ferrarese,a giocare alla playstation; purtroppo mi sbagliavo.

    certo che arrivare fino in Ispagna da “braccati” non certo è un giochetto (una ventina di ore in auto o di treno) e conferma di come questa europa senza frontiere sia stata un bel regalo soprattutto per delinquenti e terroristi.

    PS il famoso eroe ex-partigiano che conosceva ogni anfratto e chi si era messo sua sponte sulle tracce di Igor..alla fine è stato utile come nel 1945.

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