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Roma, 26 giu – Come annunciato con tutto il clamore mediatico possibile, la “capitana” della Sea Watch 3 alla fine ha forzato il blocco ed è entrata in acque territoriali italiane con i 42 immigrati irregolari a bordo, intenzionata a sbarcarli da noi nonostante il divieto tassativo del Viminale. A dare l’annuncio su Twitter Carola Rackete: “Ho deciso di entrare in porto a Lampedusa. So cosa rischio ma i 42 naufraghi a bordo sono allo stremo. Li porto in salvo”.

Immediata la reazione del governo italiano, con le motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza che intimano l’alt alla nave Ong.

La farsa della Ong: “Entriamo. Non per provocazione, ma per responsabilità”

L’Ong tedesca a bordo della nave battente bandiera olandese giustifica la grave violazione col fatto che sarebbe impossibile una “soluzione politica e giuridica” dopo il rigetto del ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo. “L’Europa ci ha abbandonati. La nostra comandante non ha scelta”. Poi il tweet finale: “Basta, entriamo. Non per provocazione, ma per necessità, per responsabilità“.

La farsa che poteva finire in tragedia, dopo 14 giorni in mare a fare su e giù lungo il confine con le nostre acque territoriali, ora assumi i toni del grottesco. Una mera provocazione ammantata da senso del dovere.

 Adolfo Spezzaferro

6 Commenti

  1. …..scaricare i ” pacchi” e affondare la nave…i “pacchi” tedeschi, lasciarli in mare a cuocere per qualche giorno e poi portati al ” fresco”…

  2. Signora stronzona capitana non si puo’ se ne torni a casa . Gli italiani si sono stancati della immigrazione clandestina.

  3. Portateli a casa tua faccia da stronza ,oppure sbarcali a casa degli straricchi monsignori e vescovi del vaticano.

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