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Roma, 17 mag – La nave Sea-Watch 3 della Ong tedesca Sea Watch è arrivata al limite delle acque territoriali italiane con a bordo 65 immigrati irrregolari. L’imbarcazione, battente bandiera olandese, e diretta verso Lampedusa, è stata diffidata dalla Guardia di Finanza e dalla Capitaneria di porto, che hanno raggiunto la nave, di fare ingresso nelle nostre acque. Prosegue quindi il braccio di ferro tra la Ong e il ministero dell’Interno, che ribadisce che i porti sono chiusi.

La nave da ore fa zig zig al limite dei nostri confini

La nave, come apprende l’Adnkronos, da alcune ore “pendola”, facendo zig zag in attesa di ulteriori sviluppi. Il rischio è che voglia disobbedire agli ordini ed entrare nelle nostre acque. Proprio ieri il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha firmato la direttiva che vieta alla Sea Watch l’ingresso in acque italiane. A Lampedusa sono, peraltro, presenti i pm della procura di Agrigento che oggi interrogheranno il comandante e il capo missione della Mare Jonio, la nave dei centri sociali che è sotto sequestro dopo lo sbarco dei giorni scorsi. La Sea-Watch afferma di aver provato a contattare le sale operative della Guardia costiera di Tripoli (dove in verità non sbarcherebbe mai gli immigrati), oltre a Malta, Italia e il governo olandese di cui la nave batte bandiera. Ma da nessuno sarebbe arrivata risposta.

Il Pd fa pressioni su Conte per scavalcare Salvini

Intanto Matteo Orfini, presidente del Pd, va in pressing sul premier Giuseppe Conte: “Lei ha giurato di essere fedele ai principi della nostra Costituzione, non a Salvini: apra subito i nostri porti“. Il senatore dem Edoardo Patriarca poi chiede al ministro dell’Interno di far “verificare le condizioni di salute dei migranti a bordo. Non può negare un intervento umanitario. Un uomo che considera la Libia un porto sicuro, nonostante tutti i rapporti Onu, ha una credibilità uguale a zero”.

Adolfo Spezzaferro

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