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Roma, 30 ott – Bisogna subito chiarire che, come già evidenziato in un precedente articolo, la cosiddetta seconda è arrivata sebbene non sia al momento paragonabile alla prima, sia per il tasso di letalità (che si attesta allo 0,7 per cento negli ultimi 30 giorni) sia per i numeri di pazienti positivi ricoverati nei reparti e in terapia intensiva (il 3 aprile erano 28.741 i pazienti con tampone positivo al Covid-19 ricoverati in ospedale e 4.068 quelli in terapia intensiva). Non dimentichiamo anche che, durante la prima ondata, il Covid-19 era pressoché sconosciuto e non si conoscevano i protocolli farmacologici per trattare i pazienti.

Tasso di letalità e tamponi, uno scenario diverso

Quando si parla di crescita esponenziale del numero di positivi al Covid-19, superiore a quella della prima ondata, si commette un errore: i due periodi non sono paragonabili in questi termini perché i tamponi eseguiti sulla popolazione hanno cifre ben diverse. Infatti, a marzo il rapporto tra nuovi positivi al Covid-19 e tamponi si è attestata al 21,9 per cento (media giornaliera tamponi effettuati 16.178) e a ottobre (dal primo al 29 ottobre) al 6,9 per cento (media giornaliera tamponi effettuati 138.606).

Le colpe del governo

Più volte, il governo giallofucsia e il premier Giuseppe Conte si sono auto beatificati affermando che il modello italiano fosse quello vincente e che fosse stato preso come riferimento da altri Paesi. Ora invece è chiaro che la gestione dell’emergenza, a colpi di Dpcm, si è dimostrata fallimentare su tutto: gestione sanitaria (terapie intensive, personale medico-sanitario insufficiente rispetto alle esigenze, code davanti drive-in dove si effettuano i tamponi), gestione scolastica (numero di insegnanti inadeguato, inutilità dei banchi con le rotelle, didattica a distanza senza gli opportuni strumenti), gestione economica (ridicoli bonus per monopattini e biciclette, flop del reddito di cittadinanza, soldi mai arrivati per la cassa integrazione e per le partite Iva, nessuna misura per il rilancio). La gestione dell’emergenza è stata raffazzonata e manchevole, sia durante il primo lockdown sia nel periodo successivo, con un governo che ha preferito scaricare la responsabilità sugli italiani, criminalizzando i cittadini untori e sugli esercenti sconsiderati, invece di abbassare la testa e fare un umile e doveroso mea culpa.

Italiani hanno rispettato le regole

Le evidenze parlano chiaro attraverso i dati pubblicati dal Viminale sul “Monitoraggio sulle attività di polizia per il contenimento dell’emergenza epidemiologica”. I controlli effettuati dalle Forze dell’ordine e dalla Polizia municipale confermano quanto gli italiani e gli esercenti siano stati rispettosi delle norme di contenimento del coronavirus. Da marzo ad oggi, dei 25.633.510 persone controllate, solo 467.713 (1,82 per cento) sono state sanzionate e soltanto 7.662 persone (0,03 per cento) sono state denunciate (inosservanza del divieto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per le persone in quarantena perché risultate positive al virus). Le percentuali si abbassano ulteriormente se si considera il periodo compreso tra luglio e ottobre: delle 7.059.679 persone controllate, solo lo 0,18 per cento sono state sanzionate e lo 0,01 per cento denunciate. Lo stesso vale per attività: da marzo ad oggi, 7.729.214 attività controllate, solo 13.174 (0,17 per cento) sono state sanzionate, 2.063 (0,03 per cento) sono state chiuse provvisoriamente (ex art. 2, comma 2, decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33) e 1.098 (0,01 per cento) sono state chiuse per violazioni delle ordinanze di contenimento del coronavirus (ex art. 2, comma 1, decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33).

Il governo giallofucsia non ha neanche provveduto ad assumere nuovo personale medico-sanitario, ad istruire i medici di base con un protocollo per la gestione dei positivi al Covid-19, e ad aumentare la capacità di ricezione degli ospedali. Il 22 marzo scorso, il ministro Francesco Boccia aveva esultato per aver raggiunto gli 8mila posti in terapia intensiva, aumentati dall’inizio dell’emergenza coronavirus quando erano 5mila. Al momento, i posti in terapia intensiva sono scesi a 6.743. Essendo prevedibile una ripresa dei contagi in autunno, non si comprende perché il governo non abbia mantenuto quegli 8 mila posti in terapia intensiva.

Gli italiani hanno già tollerato, con grande senso civico, le limitazioni della libertà e le restrizioni imposte dal primo lockdown, che hanno per giunta già distrutto il tessuto economico e sociale italiano. Ora difficilmente potranno tollerare questo secondo lockdown mascherato causato, come è stato esposto, soprattutto dalle gravi mancanze dello stesso governo giallofucsia, che ha pure cercato di criminalizzare gli italiani e le attività economiche. Le piazze in rivolta sono proprio la conseguenza della comprovata incompetenza e superficialità di questo esecutivo. Giuseppe Conte “non ci ha chiesto scusa. Si è presentato come di consueto in televisioni, per dirci che la situazione era grave, e che dovevamo di nuovo fare sacrifici. Eh no, caro premier, noi avremmo voluto sentire un altro discorso, un discorso di verità e di umiltà”, ha scritto correttamente sulle colonne del Messaggero Luca Ricolfi, presidente e responsabile scientifico della Fondazione David Hume.

Francesca Totolo

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3 Commenti

  1. In Italia,l’età media delle persone decedute con il corona-virus è di circa 80 anni.
    In Italia l’aspettativa di vita e di circa 80 anni.
    Dov’è la pandemia ?
    Muoiono le persone che “dovrebbero” morire normalmente, ma accompagnate dal corona-virus !.

  2. Lo scenario a cui siamo arrivati è devastante, il governo e gli scienziati inclusi ci stanno creando una situazione di terrore tipica di queste condizioni, qualcuno se ne sta avvantaggiando sicuramente, personalmente penso che la situazione sia grave ma non tragica, dobbiamo abituarci e sperare in un cambio di governo prima che la linea economica diventi disastrosa, comunque questo articolo ci dona una boccata di ossigeno che di questi tempi non è male.

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