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Roma, 3 set – Travaglio non è più quello d’una volta, cazzuto e tutto d’un pezzo, massacratore dei massacratori e cinico quanto informato giornalista capace di mettere all’angolo i politici, tutti, senza distinzione di genere, di razza (ops!), di religione e di opinione politica. Tendenzialmente nel suo giornale, Il Fatto Quotidiano, lui ha sempre avuto bisogno di far scrivere gente capace di lamentarsi anche di aver vinto il Superenalotto per la possibile trattativa intercorsa tra lo Stato e Cosa Nostra sulla spartizione delle tasse della vincita. Per esser chiari, ha sempre avuto bisogno di collaboratori senza idee precise su altrettante precise questioni. Poi è andato oltre superandosi e assumendo chi, pur non avendo opinioni, cavalca l’onda della banalità rimanendo oltretutto in superficie. Selvaggia Lucarelli è selvaggia solo nel nome perché per il resto rappresenta il conformismo fatto persona. Discreta, attraente, pettoruta, ma sempre di soggetto conformista si tratta. È “che palle” il commento più appropriato alle sue esternazioni.
Pare si siano sposati Federico Leonardo Lucia e Chiara Ferragni. Viene da chiedersi cosa diavolo possa trovarci una donna come la Ferragni, che dal niente ha tirato sù un impero, in un ragazzo tutto tatuaggi come Federico Leonardo Lucia che all’indomani del vandalismo dei No-Expo a Milano intervenne affermando che tali comportamenti erano niente se confrontati con le infiltrazioni mafiose. Probabilmente son fatti della stessa pasta, chissà. Ma non sapremmo andar oltre nelle analisi e non escludiamo che i limitati si sia noi. Ma viene comunque un brivido quando leggiamo la Lucarelli disquisire sugli equilibri di coppia presenti tra la Ferragni e Lucia ipotizzando che “lei decide, Fedez esegue. Fedez non è lo sposo. È il suo paggetto quando la accompagna alle feste, il suo migliore amico quando la bacia impacciato, sua mamma quando piange per i discorsi degli amici, la sua terza sorella quando accetta di indossare camicie con “thefarragnez” cucito sul taschino”. È probabile che chi sa buttar giù un articolo sul matrimonio della Ferragni e Lucia abbia qualcosa da nascondere. È altrettanto possibile che chi sa buttar giù quell’articolo e poi disquisisca sul tangibile razzismo presente in Italia abbia bisogno di un aiuto concreto. Perché sì, la Selvaggia-non-selvaggia fa solitamente questo: con la stessa senile disinvoltura con cui fa congetture su chi tra la Ferragni e Lucia porti i pantaloni, racconta aneddoti strazianti ed esperienze di vita uniche. Tipo: ero per strada al telefono col mio fidanzato e, mentre discutevamo della vacanza imminente, un signore anziano italiano ha maltrattato una donna nera per mano col figlioletto. Come? Passandogli accanto e dicendogli “fatemi passare!”. Conclusione: i bianchi ultimamente odiano i neri e solo gli irresponsabili possono sottovalutare questi segni inviatici dal cielo. Rimani un attimo interdetto e, violentandoti, non gli rispondi come vorresti perché altrimenti verresti certamente condannato per diffamazione col risultato inevitabile di finanziargli la successiva vacanza col giovane fidanzato hypster: uno che fa fotografie e cucina e sta con la Lucarelli e le telefona mentre lei assiste alle prove del razzismo creato da Salvini & co.
Poi partono per un viaggio ai confini del mondo imitando Di Battista e, così pare, renderanno conto di questi viaggi-della-vita scrivendone sempre sul Fatto Quotidiano. “Siamo in Perù o in qualche altro paese dell’America latina e fa freddo, i letti sono scomodi, il paesaggio è devastante, i poveri del luogo sono ospitali e il piatto tipico manca di sale”. Ovviamente vestiti di tutto punto rispettando le tradizioni, come quelli che siccome vanno in India due settimane avvertono l’esigenza di vestirsi con maglie di lino sdrucite, pantaloni di lino sdruciti, converse mangiate dai topi e mutande arcobaleno. Tutta gente che se andasse in vacanza nella profonda Sicilia girerebbe con la lupara a tracolla. Ma magari avessero voglia di conoscere casa nostra anziché lanciarsi ogni mese in un Erasmus diverso.
Poi: non vuoi essere perseguitata da un numero enorme di haters, gli odiatori dei social? Certo che sì, altrimenti non vi sarebbe alcunché di cui discutere, di cui lamentarsi e da utilizzare per fare un po’ di puzzo. Quindi con cadenza quotidiana la Selvaggia-non-selvaggia pubblica gli screenshot dei cretini che le scrivono per insultarla. Uno le dà della troia e un altro dà della troia a una sua parente stretta, così fino a giorno del giudizio quando lei verrà fatta santa e martire e loro schiavi di Belzebù. Noi, ancora frastornati dall’articolo sul matrimonio tra la Ferragni e Lucia, a questo punto dovremmo indignarci. In realtà siamo dei bastardi cinici veri e non come Travaglio, quindi verrebbe da commentare nuovamente e brutalmente la sua lamentela spiegandole che tutti i personaggi noti nel mondo sono perseguitati da questo genere di idioti. Desistiamo, perché finiremmo di nuovo per essere condannati per diffamazione con conseguente viaggio pagato, telefonata al fidanzato, reportage sul Fatto e follie simili. Siamo esausti.
Salvini ha detto che la pacchia è finita e noi gli diamo anche ragione. Persone che, anche sul Primato, fanno inchieste, domande scomode, si espongono, vanno contro corrente e cercano di arrivare all’origine del fenomeno che sta cambiando radicalmente il volto dell’Europa. Lei no. Lei bacchetta il ministro dell’Interno scrivendo che il suo è solo uno squallido metodo per aumentare il proprio apprezzamento tra la gente. Difatti non capita mai che un politico ambisca ad essere apprezzato dal proprio popolo. Di solito il loro fine coincide con quello della Lucarelli: massacrarti. Casualmente le dà di santa ragione ad Asia Argento contravvenendo alle rigide regole politically correct che disciplinano soprattutto la società americana. Ma scopri, rimanendo devastato dalla delusione, che fa tutto questo solo perché quando era giudice a X Factor litigava con l’ex amante di Weinstein.
C’è bisogno ovviamente anche del momento sensibilità verso i problemi dell’umanità, quindi ci vuole la sviolinata sulla violenza sulle donne. È abbastanza rischioso di questi tempi provare a spiegare che questo tipo di violenza fa parte dei rapporti umani che hanno purtroppo anche lati negativi e osceni. È rischioso perché ci sono a giro penne come quella della Selvaggia-non-selvaggia, che scrivono sermoni tecnicamente inutili intinti di retorica e conformismo. L’approfondimento interessante, sebbene ormai banale in quanto conosciuto anche dalle pareti di casa nostra, sulla propensione di “culture altre” ad oggettivizzare il corpo della donna trasformandolo in una proprietà privata che si può vendere o abbattere non interessa la paladina della donna ferita da uno sguardo languido. Deve rimanere tutto sulla superficie mischiandosi con la schiuma delle onde. Il sottoprodotto del giornalismo che ne vien fuori verrà trascinato via dalla corrente il giorno dopo, ma intanto si è aggiunto all’elenco infinito delle nullità presentate come opinioni. Le quali, evidentemente, tirano e vengono lette, altrimenti col cavolo che finirebbero sulla carta stampata. Ma questo non vuol dir niente. Ai fini del guadagno ciò significa molto; ai fini della rilevanza sulla scena dell’opinione pubblica, invece, un cazzo. E ce lo hai veramente rotto, cara Selvaggia: gliel’ho sentito dire a un vecchio uomo bianco che, mentre incrociava una famiglia di colore, ripensava a quanto stavamo meglio quando stavamo peggio, ovvero quando il tuo non era considerato giornalismo.
Lorenzo Zuppini

3 Commenti

  1. ci sono i giornalisti che fanno informazione e poi ci sono quelli come la Lucarelli il cui unico scopo è litigare e far litigare gli altri…praticamente sono pagati per fare i troll

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