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Palermo, 30 mar – Dati falsi sulla pandemia in Sicilia: tre arresti, indagato l’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza. Secondo le indagini, all’Istituto superiore di Sanità sarebbero stati inviati dati alterati sul numero dei positivi e dei tamponi e in alcuni casi anche quello dei decessi. Il tutto con lo scopo di condizionare i provvedimenti adottati per il contenimento della diffusione del virus (i colori delle regioni). Con questa accusa i carabinieri del Nas di Palermo e del comando provinciale di Trapani hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di alcuni appartenenti al Dipartimento regionale per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico (Dasoe) dell’assessorato della Salute della Regione Siciliana. Le accuse sono di falso materiale e ideologico.

Dati falsi sulla pandemia in Sicilia: tre arresti domiciliari

Ai domiciliari sono finiti la dirigente generale del Dasoe Maria Letizia Di Liberti, il funzionario della Regione Salvatore Cusimano e il dipendente di una società che si occupa della gestione informatica dei dati dell’assessorato Emilio Madonia. Nell’inchiesta è indagato anche l’assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza. I carabinieri gli hanno anche sequestrato dei telefoni.

“I morti spalmiamoli un poco…”: le intercettazioni dell’assessore

Spalmiamoli un poco…“. Così, secondo le intercettazioni in possesso degli inquirenti, Razza diceva alla dirigente regionale che avrebbe dovuto comunicare i dati dei decessi per Covid in Sicilia all’Iss. “I deceduti glieli devo lasciare o glieli spalmo?”, chiede lei non sapendo di essere intercettata. “Ma sono veri?”, chiede Razza. “Si, solo che sono di tre giorni fa”, risponde. E Razza dà l’ok: “Spalmiamoli un poco”. La dirigente prosegue: “Ah, ok allora oggi gliene do uno e gli altri li spalmo in questi giorni, va bene, ok”.

Ancora, sempre nelle intercettazioni si sente: “Letizia è inutile che facciamo stare in piedi sacchi vuoti… c’è stata una gravissima sottovalutazione e il dato finale di questa gravissima sottovalutazione è scritto in quegli indicatori. Poi secondo me sono sbagliati perché mettono sullo stesso piano indicazioni diverse. Però come avrai visto ci sono dei dati dove noi comunichiamo zero! … E chissà da quanto! “. Così l’assessore regionale alla Sanità con la dirigente Di Liberti sempre in merito ai dati sulla pandemia comunicati all’Iss.

Le intercettazioni sono di novembre scorso, dopo che la Sicilia era finita in zona arancione

Nel dettaglio, la conversazione telefonica è del novembre scorso, dopo la decisione del governo di mettere la Sicilia in zona arancione. Nella telefonata l’assessore si dice amareggiato, deluso – riporta il gip – “per non essere riusciti ad assicurare la buona gestione dell’emergenza sanitaria”. “Razza – spiega il giudice – riferisce che il 90% della situazione creatasi è attribuibile alla loro piena responsabilità, ma la Di Liberti sostiene che i dati sono quelli estrapolati dalle piattaforme informatiche, al che l’assessore le fa notare, con rammarico, che nessuno lo ha mai informato della grave criticità emersa, a suo dire, da un raffronto dei dati della Regione Siciliana con quelli comunicati dalle altre Regioni”.

In un laboratorio di Alcamo scoperti dati falsati su decine di tamponi

L’inchiesta nasce dalla scoperta che in un laboratorio di Alcamo (in provincia di Trapani) erano stati forniti dati falsati su decine di tamponi. I pm hanno avviato accertamenti che sono arrivati all’assessorato regionale. Diverse intercettazioni confermerebbero l’alterazione dei dati inviati all’Iss. Secondo i militari del Nas, “sebbene non emerga ancora compendio investigativo grave, è emerso il parziale coinvolgimento di Razza nelle attività delittuose del Dasoe”. Dal mese di novembre sarebbero circa 40 gli episodi di falso documentati dagli investigatori, l’ultimo dei quali risalirebbe al 19 marzo di quest’anno.

Gip: “Estraneo il presidente della Regione Sicilia, è stato ingannato”

Nell’ambito dell’inchiesta inoltre sono state eseguite perquisizioni domiciliari nei confronti di altri sette indagati alla ricerca di materiale informatico e documenti utili alle indagini. Infine sono state acquisite email e dati presso i server dell’assessorato regionale alla Salute e Dipartimento. Il gip di Trapani parla di “disegno politico scellerato”. Positivi e decessi “spalmati” nel tempo per evitare, secondo gli inquirenti, che la Sicilia fosse messa in zona rossa. Dall’indagine, scrive il gip, “sembra estraneo il presidente della Regione Nello Musumeci, che pare tratto in inganno dalle false informazioni che gli vengono riferite“. Oltre ai tre agli arresti domiciliari sarebbero indagati il vice capo di gabinetto dell’assessorato Ferdinando Croce e il dirigente Mario Palermo.

Altro dato inquietante e che potrebbe non valere soltanto per la Sicilia è quello rilevato da Razza in merito agli indicatori alla base del calcolo dell’indice Rt. L’assessore infatti dice alla dirigente di aver constatato il mancato allineamento dei dati contenuti nelle piattaforme della Protezione civile con quelli dell’Iss. Nel caso della Sicilia poi si dovrebbe tenere conto dei continui sbarchi di clandestini per il computo dei contagi.

Musumeci: “Dati falsi? Tranquillo, siamo stati i primi a chiedere le zone rosse”

Dal canto suo, il governatore siciliano Musumeci commenta: “Ho letto le agenzie, inutile dire che in questi casi si resta sorpresi. Noi le zone rosse le abbiamo anticipate non nascoste: è storia. Ma bisogna avere rispetto per la magistratura, ho fiducia nell’assessore Ruggero Razza, se fosse responsabile da solo adotterebbe le decisioni consequenziali. Bisogna essere sereni e fiduciosi, sono convinto che la verità emergerà prestissimo“. Poi Musumeci aggiunge: “Quello che abbiamo fatto in un anno è stato improntato alla massima trasparenza, abbiamo sempre seguito la linea del rigore e della fermezza“. “Fino alla scorsa settimana – ribadisce – abbiamo chiesto noi a Roma la zona rossa perché noi guardavamo al numero dei morti. Facciamo andare avanti le indagini, gli avvisi di garanzia servono a fare chiarezza, lasciamo lavorare e alla fine ne trarremo le conclusioni”.

Ludovica Colli

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3 Commenti

  1. Tutti i dati sono falsati a prescindere. Cosa facciamo arrestiamo il mondo intero come di fatto, virus o non virus, stiamo facendo? Siamo davvero finiti nelle sabbie mobili.

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