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La Spezia, 15 mag – La paura dei libri sembra ormai attanagliare l’antifascismo militante. Urla, strepiti, richieste di censura e boicottaggi. Non sia mai che i nuovi Inquisitori si siedano, facciano un bel respiro, e inizino a ragionare. Potrebbero magicamente scoprire che lettura e confronto non sono incubi da scacciare, ma fondamentali strumenti per non cadere nell’ignoranza sorda e cieca. A turbare il torpore di una certa sinistra italiana è in particolare Altaforte, la casa editrice esclusa dal Salone del Libro. Non contenti, i censori dell’ultima ora, hanno dato vita a un altro misero teatrino in quel di La Spezia, dove il prossimo sabato è prevista la presentazione de “La morte della Repubblica”, libro dell’avvocato e candidato alle elezioni europee con CasaPound, Marco Mori.



Un libro che ripercorre le tappe che hanno condotto alla destrutturazione sistematica della Costituzione italiana e spiega come sia necessario che l’Italia riaffermi la propria sovranità. Idee e prospettive evidentemente terribili per chi ha deciso di protestare contro la presentazione di questo libro. Ripetiamolo: libro. Sì perché dall’Anpi alla Cgil, passando per vari esponenti di centrosinistra della città ligure, assistiamo a una gara tra gendarmi del pensiero unico a chi la spara più grossa.

Sinistra unita contro un libro

“Uno sfregio alla città medaglia d’oro alla Resistenza” ha dichiarato Guido Melley di LeAli. “I lavoratori, i cittadini, le forze democratiche si devono mobilitare contro questa vergogna“, ha sentenziato la segretaria della Cgil spezzina Lara Ghiglione. Quest’ultima dichiarazione è particolarmente emblematica, il sindacato di sinistra invoca addirittura la mobilitazione dei “lavoratori” e dei “cittadini” contro la presentazione di un libro. Ripetiamolo: un libro. Inutile dire che i “lavoratori” e i “cittadini” sono stanchi di sentirsi tirare per la giacca da questi signori. Eppure i censori insistono.

Prova ne è l’intervento della deputata Pd, Raffaella Paita: “Gravissima la scelta del sindaco di Spezia, Peracchini, di autorizzare la presentazione di un libro pubblicato dalla casa editrice fascista Altaforte. Compito delle istituzioni e di chi le rappresenta è quello di condannare il fascismo, la sua ideologia e chi tiene ancora in vita i suoi non valori democratici. Un gesto senza precedenti. Peracchini riveda immediatamente la sua scelta e si comporti da degno rappresentate dei valori democratici che lui rappresenta e grazie ai quali è diventato sindaco di questa città”. Autorizzare la presentazione di un libro è una “scelta gravissima”. Avanti così compagni, verso un raggiante avvenire di sparate pietose.

Eugenio Palazzini

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3 Commenti

  1. […] La Spezia, 20 mag – La sinistra italiana non riesce a trovare un comune denominatore, ha bisogno così di un nemico da attaccare nel nome dell’unico totem a cui aggrapparsi: l’antifascismo. Un modus operandi che tende a cancellare il pensandi e che finisce per scagliarsi addirittura contro i libri. Dopo la censura al Salone del Libro, i nuovi inquisitori si sono scatenati a La Spezia per impedire la presentazione di un libro della casa editrice Altaforte. […]

  2. […] La Spezia, 20 mag – La sinistra italiana non riesce a trovare un comune denominatore, ha bisogno così di un nemico da attaccare nel nome dell’unico totem a cui aggrapparsi: l’antifascismo. Un modus operandi che tende a cancellare il pensandi e che finisce per scagliarsi addirittura contro i libri. Dopo la censura al Salone del Libro, i nuovi inquisitori si sono scatenati a La Spezia per impedire la presentazione di un libro della casa editrice Altaforte. […]

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