Il Primato Nazionale mensile in edicola

Washington, 2 set – Era solo questione di tempo prima che il problema dei simboli «controversi» – statue, dipinti, toponomastica ritenuta retaggio di un passato razzista – approdasse anche a Washington, provocando una dura frizione tra amministrazione cittadina e presidente degli Stati Uniti che ovviamente a Washington è istituzionalmente residente.

La città di Washington, dopo aver nominato una propria commissione consultiva al fine di valutare i simboli presenti in città, ha ritenuto che oltre 150 tra palazzi, monumenti di vario ordine e genere, parchi e scuole debbano mutare nome oppure debbano essere rimossi o «contestualizzati». Per contestualizzato, nella neo-lingua del politicamente corretto, in genere si intende infarcire il dato monumento di avvertenze e disclaimer che dipingano il soggetto raffigurato come un mostro genocida. Il tutto si pone, come ovvio, nel generale quadro di politicamente corretto in piena aderenza alla autentica psicosi che sta pervadendo gli Usa da alcuni mesi.

Questa lista – e non potrebbe essere altrimenti – origina dai moti di protesta e dalle violenze scaturite dopo la morte di George Floyd, e che non sembrano avere una fine. E’ noto come molti sindaci anzi – ed epico è divenuto lo scontro tra il Presidente Trump e il sindaco di Portland, ritenuto dal primo connivente coi rivoltosi che stanno mettendo a ferro e fuoco la città – tendano ad assecondare le richieste, per quanto bizzarre, dei paladini del politicamente corretto. Ed ecco quindi la commissione, incaricata dal sindaco democratico Muriel Bowser, che ha partorito una sfavillante lista di proscrizione in cui spiccano l’obelisco del Washington Monument, il Jefferson Memorial, ovviamente i monumenti di Cristoforo Colombo e dell’ex presidente americano Andrew Jackson.

Non si è fatta attendere la reazione di Donald Trump. «Il presidente Donald Trump crede che questi posti debbano essere preservati e non abbattuti, rispettati e non odiati, e trasmessi alla future generazioni. Finché lui sarà alla Casa Bianca, le irresponsabili raccomandazioni del sindaco non andranno assolutamente da nessuna parte e come sindaco della nostra capitale, una città che appartiene al popolo americano, dovrebbe vergognarsi per il solo fatto di averle suggerite», si può leggere in un comunicato ufficiale diramato dalla Casa Bianca.

Cristina Gauri

2 Commenti

  1. Mi dispiace per Trump… perde tempo a lavare la testa all’asino: spreca acqua e sapone e infastidisce la bestia..

  2. Non si può accettare. Questi fanatici dei BLM vogliono distruggere la storia, una parte importante dell’identità nazionale dei popoli, sostituendola con neri e trans e sessantottini e altri anti-identitari.
    Vogliono creare una società dove l’identità non esiste, dove la tradizione non esiste, dove i popoli non esistono. Vogliono creare una nuova dittatura dei meticci, con la scusa di un falso “antifascismo” che non sta né in cielo né in terra.
    Noi non ci inginocchiamo

Commenta