Roma, 9 giu – Lo stop alle auto a benzina dal 2035 non convince neanche Antonio Tajani, come riportato su Tgcom24. Una misura che già provoca discussioni e riflessioni (come la nostra di stamattina) per le conseguenze che potrebbe portare nel mercato dell’automobile, soprattutto in termini occupazionali.

Stop alla benzina, per Tajani “scelta ideologica sbagliata”

Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia, parla a MattinoCinqueNews così, riguardo allo stop alle auto a benzina dal 2035 deciso in sede europea: “È una decisione ideologica sbagliata “. Nella fattispecie, la critica e allo stop delle auto a diesel e benzina. Poi aggiunge: “Noi avevamo chiesto dilimitare questa scelta, che va nella giusta direzione, ma che pone in difficoltà l’industria dell’auto italiana ed europea”. Ma è sulla conta dei possibili “morti” sul mercato del lavoro che l’opinione si fa ancora più critica.

Svolta pericolosa per l’industria

Se noi già abbiamo stimato circa 70mila posti di lavoro a rischio, Tajani è ancora più catastrofico, visto che parla di “centinaia di migliaia di posti di lavoro”. Ma non solo, è anche “una svolta che non va a vantaggio dell’industria perché si fissano dei tempi che non sono facilmente rispettabili”. Insomma, tanti dubbi, molti rischi e poche certezze. Per una misura che, come abbiamo osservato, darà “un contributo risibile alla tutela dell’ambiente e, in ultimo, ad espandere ancora di più la già nutrita platea dei disoccupati”. Senza contare una delle domande più importanti che ci siamo posti, ovvero, “chi controlla le materie prime necessarie all’auto elettrica?”

Alberto Celletti

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1 commento

  1. Parliamo di tir, pullman… trasporto su gomma di merci-merci, persone-merci “all over the world”… liberamente…

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