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Roma, 22 gen – Gli studenti delle superiori della Campania torneranno in classe entro il 1 febbraio: il Tar accoglie il ricorso contro il governatore Vincenzo De Luca. I ragazzi torneranno a scuola nella percentuale che stabilirà la regione ma che dovrà essere compresa tra il 50 e il 75%, così come previsto dal Dpcm del 16 gennaio scorso. La Campania infatti è in zona gialla. A stabilirlo è la quinta sezione del Tar della Campania, che ha accolto il ricorso presentato da alcuni genitori contro le ordinanze di De Luca. Provvedimenti che di fatto hanno bloccato le lezioni in presenza per tutti gli studenti delle superiori, consentendo la sola didattica a distanza.

Il 16 febbraio il pronunciamento sulle misure di rafforzamento dei trasporti

Il pronunciamento del tribunale amministrativo regionale si riferisce anche alle misure di rafforzamento dei trasporti, così come gestito dai tavoli svolti con il coordinamento delle prefetture nelle scorse settimane. La camera di consiglio per la trattazione collegiale si riunirà il prossimo 16 febbraio.

Non è la prima volta che il Tar annulla un’ordinanza allo “sceriffo”

A disporre il rientro in classe per gli studenti delle scuole superiori è stata la presidente della quinta sezione del Tar Campania, Maria Abbruzzese. Proprio lei aveva già annullato l’ordinanza dello “sceriffo” De Luca sulle scuole primarie e medie, imponendo il rientro, fissato per il 21 gennaio, per gli alunni delle quarte e quinte elementari. Nonché per lunedì 25 il rientro dei ragazzi delle scuole medie. Il giudice ha sottolineato che occorre tenere presente “lo stato avanzato dell’anno scolastico in corso, oramai alle soglie del secondo quadrimestre. E dunque consumato per la metà circa”.

De Magistris all’attacco del governatore Pd: “Tar gli ricorda un diritto costituzionale”

A prendere la palla al balzo è il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, da mesi in guerra con De Luca (che ha pure saltato la fila per vaccinarsi) per la gestione della pandemia. “La giustizia amministrativa ricorda al presidente della Regione che esiste un diritto costituzionale, che è chiaramente compresso dalla pandemia. Ma la compressione non può diventare una consuetudine definitiva”. L’ex magistrato, al centro di una polemica per essersi candidato alla presidenza della regione Calabria, va all’attacco del governatore dem. “Visto che ricorda sempre i primati, De Luca è stato bravo nel fare in modo che la nostra regione fosse l’ultima a riaprire le scuole dopo l’estate e la prima a richiuderle. Di fatto ha contribuito pesantemente a un affievolimento significativo della garanzia di un diritto”.

Adolfo Spezzaferro

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