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Roma, 13 gen – “Prima di inneggiare al vaccino, sarebbe il caso di valutare attentamente il rapporto tra rischi e benefici“: parola di Giulio Tarro, che invita alla cautela. A maggior ragione se il vaccino in questione è stato sviluppato in tempi record, talmente record da risultare sospetti. In due post sulla sua pagina Facebook, Tarro – voce fuori dal coro fin dall’inizio della pandemia – fa presente che sul fronte del vaccino anti-coronavirus non è tutto oro quello che luccica.

Tarro: “Non si capisce quali siano i benefici del vaccino”

Il virologo è scettico sui “benefici che, per quanto riguarda i cosiddetti vaccini anti-Covid non si capisce quali siano. Considerando che, così come dichiarato, addirittura, dal capo del dipartimento medico di Moderna, il dottor Tal Zaks, una persona vaccinata continuerebbe ad infettare gli altri“. Il virologo e primario dell’ospedale Cotugno di Napoli, già scettico sul vaccino Pfizer, esprime forti dubbi sull’efficacia della vaccinazione. “Tra l’altro – prendendo per buone le stime di aziende come la Pfizer e Moderna – questi vaccini garantirebbero una immunità al massimo per due anni. Questo significa che non ci eviterebbero nemmeno il lockdown e che dovrebbero essere somministrati per sempre a tutta la popolazione“.

“Vaccini anti-Covid realizzati in pochi mesi, quando per un vaccino ci vogliono 8-10 anni”

Inoltre stiamo parlando di vaccini approvati in fretta e furia. “Considerando il panico mondiale che si è voluto creare intorno al Covid, ci si sarebbe aspettato una sorta di consorzio internazionale delle principali aziende farmaceutiche per ottimizzare la ricerca di un unico vaccino”, obietta il virologo. Ma “così non è stato e oggi i futuri, presunti, vaccini anti-Covid sono oltre 70 tutti realizzati in pochi mesi, mentre per realizzare un vaccino ci vogliono mediamente 8-10 anni“.

Moderna mette le mani avanti: “Non abbiamo prove che chi è vaccinato non possa contagiare gli altri”

Proprio Tal Zaks, citato da Tarro, ha spiegato che “i nostri risultati mostrano che il nostro vaccino fa sì che non si resti contagiati, o comunque non si sviluppi una forma grave della malattia. Ma questi dati – ha chiarito – non mostrano che chi è vaccinato non possa comunque contagiare gli altri. Quando inizieremo la distribuzione di questo vaccino – ha precisato intervistato da Axiosnon avremo dati concreti sufficienti per dimostrare che questo vaccino riduca la trasmissione del virus“. In ogni caso, ha avvertito Zaks, “penso sia importante non modificare i comportamenti solo perché si è vaccinati”. Quindi si deve continuare a rispettare la distanza di sicurezza e a indossare la mascherina.

Adolfo Spezzaferro

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