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Torino, 1° mag – Momenti di alta tensione al corteo del Primo Maggio a Torino, dove in testa ci sono i “partigiani” dell’Anpi, istituzioni, esponenti di Pd e M5S, e sindacati, mentre in coda i No Tav. Prima la polizia ha bloccato, con una carica e manganellate, un gruppo di No Tav che da piazza Vittorio stava cercando di raggiungere la testa del corteo. Poi, quando la polizia ha fermato e allontanato lo spezzone con migliaia di No Tav, i manifestanti hanno risposto lanciando bottiglie, lattine, aste di bandiere. Il movimento No Tav è stato portato indietro di due isolati rispetto a piazza San Carlo dove si teneva il comizio sindacale.

Il delirio dei No Tav

Insulti, spintoni e accuse dal movimento: “Ci hanno preso a cinghiate, pugni e bastonate. Il Pd ha assoldato i picchiatori“. Decine di No Tav gridano “Fuori il Pd dal corteo!”. Anche la presenza della polizia ha scatenato gli esponenti del movimento contro la realizzazione della Torino-Lione, con gli antagonisti che gridavano agli agenti “vergogna, fuori la Digos dal corteo“, a partire dallo storico leader Alberto Perino. “Si devono levare”, ha urlato. “Perché la madamina SiTav del rotary della Crocetta può sfilare e noi non possiamo?“, ha continuato un portavoce del centro sociale torinese Askatasuna al megafono.

I 5 Stelle in mezzo agli antagonisti

Dopo il primo respingimento, un gruppo di No Tav ha cercato di avanzare ulteriormente e di infilarsi tra i manifestanti del Pd: i due spezzoni sono venuti a contatto all’altezza di via Sant’Ottavio. E qui sono ripartiti gli insulti. Con i No Tav sfilano anche diversi consiglieri comunali del M5S e la vicepresidente del consiglio comunale Viviana Ferrero. Negli scontri sono rimasti feriti due manifestanti e un poliziotto. Sono stati portati in ambulanza in ospedale ma le loro condizioni non sono gravi, secondo fonti del 118. Nei tafferugli altre persone sono rimaste contuse o lievemente ferite ma non si sono fatte medicare.

Le accuse contro i No Tav

Uomini, donne e bambini sono stati aggrediti vilmente alle spalle da facinorosi che hanno spaventato a morte i più piccoli e i più anziani”, è l’accusa di Diego Simioli, responsabile della sicurezza del Pd. “Hanno gridato che dovevamo abbandonare il corteo fin da Piazza Vittorio. E non l’abbiamo fatto. Hanno spintonato, sputato, insultato per ore. Hanno provato a togliere le bandiere dalle mani”, scrive su Facebook il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Stefano Lo Russo. E Davide Gariglio, deputato, condanna il “gruppo di manifestanti No Tav, tra cui consiglieri comunali e regionali del M5S, che hanno aggredito verbalmente e fisicamente esponenti e militanti del Pd prima di essere allontanati dalle forze dell’ordine. Si tratta – scrive Gariglio, in una nota – di un atto gravissimo e vigliacco che vede implicati esponenti istituzionali del Movimento 5 Stelle che ormai da anni stanno supportando e coprendo gli atti violenti ed eversivi dei teppisti No Tav. Presenteremo una interrogazione al Ministro dell’Interno per condannare questo episodio e per capire se Salvini abbia predisposto le opportune precauzioni per prevenire questa aggressione e non abbia sottovalutato la situazione”.

Di Maio: “M5S condanna ogni forma di violenza”

Sul caso interviene anche il ministro del Lavoro Luigi Di Maio: “Il Movimento 5 Stelle condanna da sempre ogni forma di violenza e per sua indole ha sempre invitato i cittadini a manifestare le proprie idee e le proprie opinioni in forma pacifica attraverso il dialogo”. Resta il fatto che tra le fila dei 5 Stelle (e anche tra i ministri del governo gialloverde) ci sono molti No Tav, e tra questi ultimi sono molti gli antagonisti, gli anarchici e gli esponenti dei centri sociali.

Ludovica Colli

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