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Gemona del Friuli, 22 dic – Ancora un’aggressione, l’ennesima, ai danni di un capotreno, un altro immigrato, l’ennesimo, che si è reso protagonista. Il copione è più o meno lo stesso. L’immigrato in questione è un nigeriano che ha sulle spalle un decreto di espulsione mai concretizzato. Ha aggredito il controllore del treno che gli chiedeva il biglietto, di cui l’africano era sprovvisto, e ora è libero.



Il fatto, sulla scia di una serie di episodi analoghi che da quest’estate stanno interessando le ferrovie italiane e mettendo a serio rischio la sicurezza di capotreni e viaggiatori, è avvenuto sul treno che da Udine era diretto a Villaco, all’altezza di Gemona del Friuli. Il convoglio, che è sempre affollato di immigrati che si dirigono a nord, nella tratta italiana demanda la sicurezza solo al capotreno e a un assistente, mentre appena arriva in Carinzia, spiega il Messaggero Veneto, viene scortato da una pattuglia mista di agenti italiani e austriaci frutto di un accordo transfrontaliero finalizzato al controllo dei migranti attraverso il confine.

Quello di ieri era un normalissimo controllo dei biglietti, che però è finito a botte. Il capotreno, forse memore di quanto accaduto al suo collega cremonese che si è visto licenziare, ha mantenuto la calma e ha proposto all’immigrato di regolarizzare la sua posizione di passeggero abusivo. Niente da fare, l’africano non ha voluto sentire ragioni e la sola proposta di pagare il biglietto ha scatenato la sua ira, al punto che anche un poliziotto libero dal servizio ha dovuto intervenire per cercare di calmarlo. Tutto inutile. Il nigeriano non si è limitato a inveire, minacciare e picchiare il capotreno. No, ha picchiato anche l’hostess di supporto, che è finita in ospedale con una prognosi di 2 giorni e una mano sanguinante.

La Polfer, una volta che il treno è arrivato a Tarvisio, ha arrestato l’immigrato e ha constatato, verificando le sue generalità, che a suo carico c’era un decreto di espulsione mai eseguito. Lo hanno arrestato e processato per direttissima, ma l’africano non è stato intimorito neppure dalla giuria e si è scagliato con invettive anche contro di essa. Risultato: quella sera stessa era già tornato libero.

Anna Pedri

 

 

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7 Commenti

  1. che schifo di Paese. Ma prima o poi il vento cambia, la storia lo insegna. E più il popolo è stato tiranneggiato più si vendicherà. E non vedo l’ora.

  2. E tutti a testa bassa a sbirciare con la coda dell’occhio per non incrociare lo sguardo del nigeriano, guardandosi bene dall’intervenire.
    Purtroppo decenni di educazione alla vigliaccheria hanno ridotto il popolo italiano ad un branco di conigli.

  3. Ormai siamo sudditi,pecore,in balia di una politica e di una magistratura sprezzante e malevola contro gli italiani, favorevole solo a ladri, rom e migranti…..se non ho letto male anche l’assistente è stata ferita con presenza di sangue…..alla sera il signore era già libero….che schifo di paese…..siamo allo sbando,grazie al pd e ai suoi servi e cortigiani….. vergognatevi.

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