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Venezia, 14 nov – “Per Venezia c’è un impegno a 360 gradi, c’è una situazione drammatica in una città unica, ci dobbiamo essere”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte che da ieri è nella città lagunare. E sulle polemiche legate al Mose dice: “E’ un’opera su cui ormai sono stati spesi tantissimi soldi ed è in dirittura finale, ora va completata e poi manutenuta“. Intanto non si placa l’allerta per l’acqua alta. Alle 10:50 è previsto un nuovo picco di marea. A Venezia l’acqua alta è attesa di 125-130 cm. E’ quanto rende noto il Comune. Dopo il picco di 187 centimetri di martedì, la notte ha segnato una relativa tregua. Secondo il servizio di previsioni del Comune, tuttavia, il livello tornerà a salire: oggi con il picco previsto alle 10:50, e venerdì con un picco di circa 140 cm previsto attualmente alle 11:20.

Oggi a Palazzo Chigi il Cdm straordinario sulla città

Conte è arrivato alle 8:15 nella sede della prefettura di Venezia per un incontro con il sindaco Luigi Brugnaro e con il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, per ragionare sulla situazione che si è determinata dopo l’acqua alta eccezionale dell’altra sera. La riunione peraltro ha lo scopo di definire gli interventi di protezione dalle alte maree che saranno attuati nei prossimi mesi a Venezia.  “Oggi in Cdm adotteremo il decreto sullo stato di emergenza. Questo ci consentirà di varare già le prime dotazioni finanziarie per le spese di primo soccorso e per ripristinare la funzionalità dei servizi”, anticipa Conte al termine dell’incontro in prefettura. Intanto il sindaco Brugnaro ai microfoni di Tagadà spiega: “Abbiamo chiesto lo stato di crisi. Servono risorse importanti. Necessario finire il Mose, l’acqua non si ferma con le mani o con i discorsi“.

“Riunione comitatone il 26 novembre”

Sul cosiddetto “comitatone” per la salvaguardia di Venezia “al momento, dopo un primo giro di consultazioni con le autorità, abbiamo individuato” come data di convocazione il 26 novembre. Se sarà confermata, questo organo, da me convocato, servirà per una governance sui problemi infrastrutturali di Venezia, dal problema delle grandi navi al Mose. E anche per un maggior coordinamento tra le autorità”, annuncia poi il premier.

Il nodo Mose

“Per il Mose” (il sistema di paratie che dovrebbe salvare la città dalle maree eccezionali) – assicura Conte – “siamo alle battute finali”. “Siamo al 92-93% dell’opera – dice – e guardando all’interesse pubblico non c’è che da prendere una direzione nel completamento di questo percorso”. Per il commissario del Mose “c’è una procedura in corso”, ha aggiunto il ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli: “quando avremo tutte le firme lo comunicheremo”. “Il Mose deve funzionare“, ribadisce la De Micheli alla trasmissione radiofonica Circo Massimo su Radio Capital. “Questa soluzione ingegneristica che arriverà a costare poco meno di 6 miliardi deve funzionare. Il punto è questo”, spiega. “Non possiamo permetterci oggettivamente di avere più di 5 miliardi di opera realizzata e poi o di non finirla, cosa enormemente grave, oppure, peggio ancora, che non funzioni. Ci dobbiamo impegnare su questo e lo faremo”, conclude il ministro.

Adolfo Spezzaferro

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