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Milano, 27 set – Anche a Milano è andato in scena “Fridays for future”, la protesta giovanile incentrata sul clima ispirata alla “battaglia” di Greta Thunberg. Un campionario comune a tante altre città, ma con l’aggiunta della peculiare tendenza al ridicolo che caratterizza il movimentismo meneghino di sinistra, con quell’aria da primi della classe di buona famiglia radical chic. Anche perché questo neoambientalismo globalista fa buona coscienza e non impegna, quindi è particolarmente adatto alle scadenti nuove leve della gauche borghese.



Un tranquillo venerdì di conformismo, insomma. Ma a Milano anche di grosse contraddizioni che rimettono in luce il fatale cortocircuito permanente di una sinistra allo sbando. Tanto per cominciare, oggi in città si è avuto anche uno sciopero del trasporto pubblico di 24 ore, indetto dalla Confederazione Unitaria di Base Trasporti (Cub Trasporti) e l’Organizzazione Sindacale Sol Cobas. Tutte sigle particolarmente “rosse”. 

Detto che l’adesione è stata comunque limitata, si può facilmente intuire che l’agitazione non sia particolarmente in linea con lo spirito di “Fridays for future”. Innanzitutto perché riguarda un tema “vecchio”, quello del lavoro, rispetto a quello più modaiolo e cool dell’attivismo a salvaguardia del pianeta. Poi perché non garantendo la fruibilità dei mezzi pubblici, i sindacati hanno, almeno in parte, impedito a molti interessati di partecipare alle manifestazioni. Oltretutto, gli stessi ambientalisti, come tanti cittadini, sono stati indotti a prendere le loro inquinanti auto proprio in questa radiosa giornata green. Un vero pasticcio, che gli organizzatori della mobilitazione hanno preso malissimo, al pari del sindaco Sala, che ha definito “non opportuno” lo sciopero nella data di oggi.

A proposito di Sala, ecco un’altra nota dolente, un’altra frizione da quelle parti là. Il primo cittadino – poteva forse mancare? – a fine mattinata si è unito al corteo dei giovani salvatori della terra. “Credo che sia importante invitarli ad ascoltare ciò che stiamo facendo”, ha spiegato il sindaco a margine del Forum Engie Green Friday. “Poi – ha aggiunto – una loro delegazione sarà invitata in Consiglio Comunale. Ho già parlato con il presidente del Consiglio comunale ed entro Natale li accoglieremo e saremo noi ad ascoltare loro”. Una scelta, quella di Sala di “imbucarsi” alla manifestazione, che è stata contestata da molti dei partecipanti i quali, in un raro sprazzo di lucidità, l’hanno interpretata per quella che era, cioè una furbata da vecchio politico. In testa al corteo i capetti col megafono non gli hanno risparmiato aperte critiche, in particolare per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina del 2026 e per l’annunciata costruzione di un nuovo stadio. “Sarebbe l’ennesima speculazione edilizia, una montagna di nuovo cemento – ha detto uno di loro -. Comune e Regione devono invece pensare a un grande piano edilizio sostenibile”. Ahi ahi, Beppe, tra una contraddizione e l’altra, tra un vecchio trucco e uno nuovo bluff, cominci a perdere colpi pure tra i rampolli che ami coccolare. E allora rischi di fare la figura del… Gretino.

Fabio Pasini

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