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Roma, 14 dic – Checco Zalone e Fiorello, con tanto di “immigrati” a fare da spalla, si prendono beffe dei buonisti e di tutti quelli che si stanno stracciando le vesti per il video di promozione del nuovo film del geniale comico pugliese, “Tolo Tolo”, che addirittura istigherebbe al razzismo. “Io non capisco come non si possa comprendere la satira e l’ironia di un artista così“, è il commento di Fiorello sulla sterile polemica innescata dai piagnistei degli immigrazionisti. E il brano della discordia, “Immigrato”, il cui video ha scatenato il polverone (tutta pubblicità per il film), irrompe in versione à la Bach a “Viva RaiPlay”, la trasmissione di Fiorello che ha portato un po’ di aria fresca nella tv nazionale. Il tutto in una serie di gag per sbeffeggiare il politicamente corretto.

Le gag tra i due e l’ironia su chi vede il razzismo ovunque

Già nel lancio del Tg1, mentre Fiorello annunciava gli ospiti della puntata, sono comparsi dietro di lui, impegnati in un frizzante battibecco, Checco Zalone e Maurizio Bousso, l’attore che interpreta l’immigrato nel film e nel video della canzone. Con Bousso che gridava “razzisti!” e Zalone che spiegava: “Voleva lo champagne in camerino e gli hanno fatto trovare il prosecco”. E mentre Zalone sembrava impegnato a calmarlo, lui si lamentava anche dell’assenza dell’auto blu. Subito dopo, “Viva Rai Play” è partita proprio con Zalone e Fiorello seduti vicini: “Mi piace molto quello che stai facendo. Mi è piaciuta quella gag sul telefonino. Ah no, quello era Panariello. Mi sono piaciute pure le coreografie di Luca Tommassini”, ha detto Zalone. E Fiorello imbarazzato ha risposto: “No, veramente non lavora a questo programma”. Poi Zalone ha proseguito: “Io ho una faccia Mediaset, essere qui su Rai1 mi pare un miracolo, grazie”. Fiorello lo ha interrotto: “Non siamo su Rai1, siamo su RaiPlay”. A quel punto Zalone si è alzato e se n’è andato sdegnato: “Io devo lanciare il mio film e tu mi porti su RaiPlay. Non ci riempio nemmeno il cinema di Molfetta con questi…”.

Il siparietto a quattro con il regista di “Bangla”

Dopo il monologo di Fiorello sul voto nel Regno Unito ma anche con accenni scherzosi all’indagine sugli scontrini dei dipendenti Rai a Sanremo – “sopra c’era scritto paga Amadeus” -, è tornato in scena Zalone, con Bousso che mentre facevano le scale ha continuato a lamentarsi: “Dove mi hai portato? Questo è il terzo mondo. Io non vengo più”. E il comico: “Dai, questa è l’ultima volta, poi espatri”. Una volta in scena, Fiorello ha opposto all’accompagnatore di Zalone, il suo di “immigrato”, Phaim Bhuiyan, il regista di “Bangla” che cura l’angolo degli esordienti a “Viva RaiPlay”. Poi Fiorello ha chiesto a Zalone la trama del nuovo film ma ha risposto Bousso. “Sono quei lavori – ha commentato Zalone – che noi italiani non vogliamo più fare. E comunque il mio immigrato è molto più bello del tuo“. I due hanno rivaleggiato chiedendo alle “spalle” di mostrare la loro conoscenza della cultura italiana. E se Phaim ha accennato uno stornello, Bousso ha recitato una versione da Africa nera dell'”Infinito” di Leopardi. Alla fine, andando via, i due hanno fatto la loro gag: “A te per fa ‘sta cazzata quanto t’hanno dato?”, “‘Na piotta”. “Ma te fanno ride?”, “No”.

Zalone annuncia il prossimo film: “La nostalgie du bidet”

Zalone a quel punto ha annunciato di voler parlare “del prossimo film: uscirà tra 7 anni e segnerà un passaggio epocale perché smetterò di essere superficiale, qualunquista, cafone“. “Starai ancora dietro la macchina da presa?”, ha chiesto Fiorello. “No, di lato. Sennò è sessista“, è la geniale replica che mette alla berlina gli eccessi di “mee too” all’italiana. E dopo aver annunciato il titolo del film, che sarà “La nostalgie du bidet“, Zalone ha intonato in un un francese maccheronico il brano omonimo che accompagnerà il film. “Mademoiselle, mi vuoi fà cred che tu fai la docc’ a ogni pupù?“. Chissà se quando uscirà i francesi avranno da ridire come stanno facendo i vari immigrazionisti ora. Chissà se sfottere chi non ha il bidet sarà definito razzismo. “Io non capisco come non si possa comprendere la satira e l’ironia di un artista così”, ha concluso Fiorello all’uscita di Zalone.

Ci voleva questo siparietto davvero divertente e politicamente scorretto, a cui si sono prestate anche le due spalle “immigrate”, per ristabilire un minimo di par condicio sull’ultima provocazione di Zalone.

Adolfo Spezzaferro

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