Roma, 3 giu — Perché allevare una prole reale quando presto nel Metaverso  si potrebbero crescere bambini virtuali, alla stregua dei Tamagotchi tanto di moda negli anni ’90? E’ quanto suggerisce la psicologa ed esperta di Intelligenza artificiale Catriona Campbell nel suo nuovo libro AI by Design: A Plan For Living With Artificial Intelligence. Del resto i bimbi piangono, sporcano, fanno baccano, necessitano di attenzioni continue, costano e inquinano pure. E la Terra è sovrappopolata, le risorse per tutti non bastano. Meglio allevare una discendenza fatta di pixel, no?

Bambini virtuali a pagamento: perché la Terra è sovrappopolata

Un’idea del genere fa quasi più orrore dell’utero in affitto. Li chiama proprio «bambini Tamagotchi» la Campbell, secondo quanto riportato dal Sun, perché prendersi cura di loro significherebbe avere a che fare con piccoli animaletti virtuali. In questo modo, prosegue, gli esseri umani potrebbero ancora soddisfare il loro istinto di crescere una famiglia, ma in un modo che non abbia un impatto negativo sull’ambiente, a «zero emissioni», o quasi. Economici e puliti.

Campbell pensa che entro mezzo secolo i bambini virtuali saranno una realtà diffusa e condivisa da tutti, e che per allora passeremo gran parte della nostra vita quotidiana nel Metaverso. Come diceva il patron di Meta Mark Zuckerberg: «Molte persone pensano che il Metaverso riguardi un luogo, ma una definizione di questo riguarda un momento in cui mondi digitali fondamentalmente immersivi diventano il modo principale in cui viviamo le nostre vite e passiamo il nostro tempo».

Verso l’estinzione

I bambini virtuali nasceranno con un click, godranno di una crescita accelerata secondo i tempi selezionati dai genitori e daranno «risposte emotive simulate» molto verosimili. Il Tamagotchi umanoide non sarà gratis: per possederne uno si dovrà pagare un abbonamento mensile sulle venti sterline. Perché non dimentichiamolo, vivere nel Metaverso costerà comunque agli umani e dovremo acquistare beni per esistere lì proprio come nella vita reale. C’è chi «tifa estinzione», dunque, e chi l’estinzione la teorizza e la programma.

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. perfetto:
    le donne di oggi
    non hanno più voglia di tenersi un uomo,
    non hanno più voglia di dare la vita,
    e cominciano a non aver voglia nemmeno di accudire cani e gatti
    come feticci di bambini mai nati:
    ma si sentono sole,allora che si fa?

    alez,ecco che arriva il tamagotchi agli steroidi.

    che triste e misera fine che farà l’occidente….

  2. 1980 /90 si chiamava TAMAGOCHI …….. nihil sub sole novi …….

    a prposito qualc1 ha ancora un TAMA vivo ?????

    ‘ndi tucc a da via ‘l CU !

    quando si gioca si gioca ……. se porti il gioco nella vita reale …..

    e parlate male del medioevo !!!!! a certi idioti serve la GOGNA , vera
    NON virtuale …. calci in culo e poi garota o impalazione !!!!

  3. Ottima idea, ma dovreste proporla nei paesi africani, dove, oggettivamente, di figli se ne fanno veramente tantissimi( questi sì che “inquinano” troppo…) ; non certo in Occidente, dove vi è un crollo demografico senza precedenti…Farlo nei paesi europei o con abitanti di origine europea, significa solo lavorare con chi da decenni sta facendo di tutto per fare sparire i nostri popoli, altro che “lotta all’inquinamento”…
    “Conosci il tuo nemico” di Sun Tzu è l’ammonimento che dovremmo sempre tenere a mente.

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