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Anche chi non è un maniaco della qualità sonora può desiderare di ascoltare della buona musica con un impianto Hi-Fi di qualità. Sappiate allora che se ne può creare uno spendendo meno di 1.000 euro.

Non è necessario essere degli audiofili per aver voglia di assemblare un impianto Hi-Fi buono ed economico. Perché allora accontentarsi di comprarne uno bello e pronto quando è possibile scegliere di persona tutti i componenti? Il nostro articolo si rivolge a chi ama ascoltare la buona musica e ama farlo nel modo giusto, soddisfacente ma non maniacale.

Amplificatore o sintoamplificatore

Come una casa si edifica dalle fondamenta, anche un impianto Hi-Fi va costruito dalla sua colonna portante ma già qui si presenta il primo imbarazzo perché c’è da scegliere tra un amplificatore e un sintoamplificatore: l’intero impianto ruota intorno a questa duplice opzione. Ma cosa differenzia un amplificatore da un sintoamplificatore? Tralasciando tutte le varie caratteristiche che incidono sul prezzo, l’elemento distintivo è il sintonizzatore radio che è assente nell’amplificatore

Tutto qui, quindi se vi piace ascoltare la radio vi serve un sintoamplificatore oppure, un sintonizzatore da collegare all’amplificatore. Tanto l’amplificatore quanto il sintoamplificatore si distinguono per potenza. In linea di principio in una stanza grande una ventina di metri quadrati 30 W di potenza per canale possono bastare tuttavia anche se non vi sognereste mai di sfruttare il massimo del volume, per un buon ascolto è preferibile una potenza di almeno 50 W per canale poiché anche tenendo il volume basso, si ha una decente qualità audio.  

Se non siete audiofili è probabile che non disdegnate la musica in streaming, se è così vi conviene prendere un amplificatore o un sintoamplificatore con Bluetooth in modo da stabilire un collegamento con il vostro smartphone.

Il lettore CD e il giradischi

Scelto l’amplificatore è necessario stabilire un supporto e relativo riproduttore sul quale ascoltare la musica preferita. Ci sentiamo di escludere le musicassette anche se qualcuno sta inspiegabilmente cercando di riportarle in vita. Cosa resta? Il CD e il vinile. Un impianto Hi-Fi non deve necessariamente comprendere sia il lettore CD sia il giradischi, anzi, c’è stato un tempo in cui nessuno voleva più sentir parlare di giradischi. Tutto dipende su cosa vi piace ascoltare la musica. 

Chi scrive suggerisce di avere entrambi ma ognuno ha le sue esigenze senza contare i paletti del budget. Lo ricordiamo, l’articolo non è rivolto agli audiofili che sicuramente ne sanno più di noi ma semplicemente a chi vuole rilassarsi con della buona musica. Indecisi? Vi invitiamo a seguire questo semplice ragionamento. Se vi piace l’aspetto pratico che in alcun modo preclude la qualità dell’ascolto, forse siete più tipi da CD che da vinile. 

Cosa c’è di pratico? Beh, il compact disc è piccolo, si maneggia con una mano, potete mandare l’ascolto in avanti, indietro, saltare le canzoni che non vi piacciono con il telecomando. Il CD è resistente e potete anche ascoltarlo in auto. Il vinile, invece, non ha la praticità tra i suoi punti di forza, è delicato, può deformarsi se non tenuto per bene, si riempie facilmente di polvere mentre lo si sta ascoltando e quindi va pulito. Tuttavia per molti ha un fascino che, per i più romantici, il freddo CD neanche se lo sogna.

Le casse

Cosa manca per completare l’impianto? Qualcosa che consenta di ascoltare la musica… esatto: i diffusori. Ce ne sono da scaffale o da pavimento ma a parte questi dettagli, a noi interessa la potenza delle casse, che attenzione è quella sopportata. In altre parole, se avete un amplificatore da 30 W, collegarlo a casse da 200 W non vi farà ascoltare la musica a un volume più forte. È altrettanto vero che non vanno usate casse con potenza sopportata inferiore a quella dell’amplificatore altrimenti finiscono per danneggiarsi.

Una possibile configurazione

In questo ultimo paragrafo vogliamo configurare a mo di esempio un impianto HI-Fi entry level. Come abbiamo detto si comincia dall’amplificatore, abbiamo scelto lo Yamaha A-S201 che ha una potenza di 100 W e la funzione Pure Direct per ascoltare un suono puro. Il design è elegante. Il prezzo è di 200 euro. 

Un buonissimo lettore CD entry level da associare all’amplificatore è il Denon DCD-520AE, lo pagate intorno ai 240 euro. Per il giradischi abbiamo scelto il Primary E Black di Pro-Ject che fate vostro con 190 euro. Infine le casse, consigliamo le Sony SS-CS5 che costano intorno ai 200 euro. Con un totale di 830 euro mettete in piedi  un impianto Hi-Fi di tutto rispetto.

2 Commenti

  1. Ottima idea, consigliare un buon impianto di avviamento all’ascolto HI-FI di qualità!

    Concordo sulla scelta del lettore CD Denon DCD-520AE. Valido anche l’amplificatore Yamaha A-S201 (buon classico entry level). Se trovate ancora in offerta il Denon PMA-520AE (pensato per l’abbinamento con il corrispondente lettore CD), a circa € 200 o poco più, può essere una sicura alternativa (sia pure con una potenza leggermente inferiore, di 70 W), anche per avere la possibilità di controllare i due apparecchi Denon con lo stesso telecomando.
    Buono anche il giradischi Pro-Ject che viene suggerito.

    Sui diffusori, invece, consiglio senz’altro di spendere almeno il doppio (€ 400 circa), acquistando i B & W 607. Oppure Wharfedale Diamond 11.2. Ne vale la pena: tutt’altra cosa rispetto ai Sony.

    Il mio impianto? Datato, d’annata ma pienamente operativo: giradischi Thorens, lettore CD Marantz, preamplificatore + finale McIntosh, diffusori B & W.

    Sul mio impiantino secondario l’amplificatore è proprio il Denon PMA-520AE che ho citato più sopra, risultato affidabile e ben suonante, benché economico.

    Un cordiale saluto.

    • Bravissimo MASS!
      Anch’io ho il Denon PMA520AE collegato a diffusori Wharfedale Diamond 10.1, anche se uso prevalentemente la cuffia, una AKG K142HD: economica ma dalle prestazioni notevoli.
      Come sorgente, uso un vecchio lettore cd Pioneer (recuperato) del 1993 che ancora suona benissimo.

      Il tutto mi garantisce un ascolto (musica classica) assai più che dignitoso.