Il Primato Nazionale mensile in edicola

Aereo a energia solare
Solar Impulse 2

Abu Dhabi, 10 mar – Come il primo viaggio in auto di Bertha Benz o il primo volo aereo dei fratelli Wright svelarono al pubblico mondiale due grandi rivoluzioni del trasporto collettivo e privato, l’impresa iniziata ieri mattina da Abu Dhabi si propone di svelare al mondo le immense potenzialità dell’energia solare.

Solar Impulse 2, l’aeroplano ultraleggero monoposto alimentato a energia solare, è decollato dal piccolo stato della penisola arabica per compiere nei prossimi cinque mesi un giro del mondo da record: sarebbe il primo velivolo alimentato dal sole a compiere l’impresa.

FM10032015-solar-impulse-2-figura_2
Solar Impulse 2: caratteristiche tecniche

Una prima tappa da 400 chilometri per arrivare in Oman, in 12 ore, inaugura quindi un viaggio dal totale complessivo di 35 mila chilometri da coprire con spostamenti anche in India, Cina e Usa: a pilotare il velivolo – dall’apertura alare di 72 metri, con oltre 17 mila celle solari collocate lungo le ali, oltre 600 kg di batterie al litio e quattro motori elettrici, dal peso complessivo di 2,3 tonnellate – André Borschberg Bertrand Piccard, l’ultimo anche presidente di Solar Impulse.

Per fare ritorno verso Abu Dhabi, Solar Impulse 2 dovrà attraversare l’Atlantico; nel frattempo, però, avrà già affrontato un incredibile volo non stop dalla Cina alle Hawaii che richiederà cinque giorni e cinque notti in volo per attraversare l’oceano Pacifico, per realizzare il quale l’aereo salirà fino a un’altitudine di 10 mila metri durante il giorno, oltre le nubi e gran parte dell’atmosfera terrestre, per ricaricare le batterie con il massimo della potenza offerta dal sole, e rimanere in volo per tutta la notte successiva.

Tutte le tappe del volo possono essere seguite sul canale YouTube dedicato.

FM10032015-solar-impulse-2-figura_3
Solar Impulse 2: le tappe del giro intorno al mondo

Non è la prima volta che Piccard e Borschberg mirano a fissare un record nell’ambito del volo a energia solare, avendo già compiuto imprese in Europa, Nord Africa e Stati Uniti per durata, altitudine e altezza del volo: questa volta però la loto sfida è mondiale.

Un viaggio dai molteplici motivi di interesse e soprattutto una sfida tecnologica di enorme valore, coadiuvata da partner del calibro di Solvay, Omega, Schlinder e ABB, leader mondiali nei settori dei materiali, dell’elettrotecnica, elettronica, automazione, celle solari e batterie.

Sarà infatti proprio la combinazione dell’altissima efficienza delle celle solari fotovoltaiche, la grande capacità di immagazzinamento di energia da parte delle batterie, la riduzione delle perdite di conversione dell’elettricità, l’automazione e ottimizzazione dei processi, che auspicabilmente consentiranno il successo della trasvolata planetaria.

Non tanto – o non soltanto – per aprire una nuova strada per il volo aereo leggero a lunga distanza senza uso di carburanti, quanto per dimostrare in modo eclatante, simbolico e comprensibile per tutti quello che pochi giorni fa scrivevamo su queste colonne: che l’energia solare si appresta a superare di slancio l’ultima frontiera dell’intermittenza, grazie a celle più efficienti e batterie più capaci, nonché alla riduzione del costo di questi come di tutti gli altri componenti, candidandosi a sostituire i combustibili fossili quale nuova fonte convenzionale di produzione energetica. Un cambiamento di paradigma che in Italia si era compreso già anni fa, quasi nella preistoria dell’energia solare – tra il 2005 e il 2007 – in funzione della sovranità energetica. Purtroppo, gli ultimi governi si sono beatamente dimenticati di questo straordinario primato nazionale, probabilmente perdendo un’occasione storica.

Francesco Meneguzzo

Commenta